Le elezioni regionali in Veneto si terranno entro il 23 novembre, lo ha stabilito il Consiglio di Stato mettendo fine all’incertezza che da mesi circondava la scadenza elettorale. La possibilità di un rinvio alla primavera 2026 è quindi definitivamente sfumata. Per il presidente uscente Luca Zaia si tratta dell’ennesimo stop: dopo il blocco al quarto mandato, ora anche la data del voto si trasforma in un conto alla rovescia.
La decisione giudiziaria riapre il confronto politico, soprattutto all’interno della coalizione di centrodestra, che da trent’anni guida la regione con figure forti come Giancarlo Galan e lo stesso Zaia. Il nuovo scenario impone una riflessione strategica urgente, ma i principali partiti dell’alleanza sembrano ancora fermi sulle proprie posizioni.
Forza Italia ha da tempo lanciato la candidatura dell’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, con il vicepremier Antonio Tajani che continua a sostenerlo pubblicamente. D’altra parte, la Lega rivendica la continuità amministrativa e, con Matteo Salvini in prima linea, insiste sul principio della “squadra che vince”. Nessun nome ufficiale è stato annunciato, ma tra i possibili candidati emerge il sindaco di Treviso, Mario Conte.
Nel frattempo, Fratelli d’Italia, spinta dall’ottimo risultato nelle ultime consultazioni elettorali in Veneto, ritiene di avere la legittimità numerica per guidare la coalizione. Tra i nomi che circolano ci sono la storica assessora regionale Elena Donazzan e il senatore veneziano Raffaele Speranzon. Ma l’intesa appare lontana e il rischio di spaccature è reale.
La frammentazione nel centrodestra potrebbe aprire scenari imprevisti. Il centrosinistra osserva con attenzione e potrebbe sfruttare la situazione per rilanciarsi. L’ipotesi più discussa è quella di replicare il “modello Verona”, che ha portato alla vittoria di Damiano Tommasi nel capoluogo scaligero, grazie a una larga alleanza civica e progressista. Resta da vedere se questo schema sarà replicabile a livello regionale, ma le condizioni sembrano più favorevoli rispetto al passato.
Il tempo stringe e le prossime settimane saranno decisive per definire le alleanze e i candidati. Se il centrodestra non riuscirà a trovare una sintesi, si aprirà un varco che l’opposizione potrebbe tentare di sfruttare. La partita per la guida del Veneto è ufficialmente cominciata, e questa volta nessun nome parte davvero favorito.
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