Una serata di tensione e violenza ha sconvolto Verona durante la manifestazione gastronomica “Cucine a Motore”, svoltasi all’Arsenale. Protagonista un cittadino tunisino di 19 anni, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri con accuse gravi: resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto, minaccia aggravata e ricettazione.
Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, il giovane avrebbe cercato di sottrarre lo zaino a due donne presenti alla manifestazione, minacciando con un coltello – non ritrovato – il fidanzato di una delle vittime che aveva tentato di fermarlo. La prontezza degli addetti alla sicurezza ha evitato conseguenze più gravi: intervenuti tempestivamente, hanno dovuto ricorrere allo spray urticante per contenere l’aggressore, che si è mostrato da subito violento e fuori controllo.
Nonostante l’allontanamento iniziale, il 19enne è tornato sul posto poco dopo, tentando di forzare nuovamente l’ingresso e aggredendo gli operatori della sicurezza e due infermieri intervenuti per calmarlo. Solo l’intervento dei carabinieri ha messo fine alla situazione, culminata con il ritrovamento in suo possesso di uno zaino risultato rubato da un’auto in sosta nelle vicinanze.
Trasferito all’ospedale di Borgo Trento per accertamenti, il giovane ha continuato a manifestare comportamenti aggressivi: ha colpito con calci e spintoni il personale sanitario e ha disturbato altri pazienti presenti, rendendo necessario l’intervento medico per placare l’agitazione.
Gli accertamenti successivi hanno confermato la violazione di un divieto di dimora nel Comune di Verona, a cui il giovane era sottoposto in seguito a un precedente arresto risalente a pochi giorni prima. L’episodio ha quindi aggravato la sua posizione giudiziaria, culminata con un processo per direttissima celebrato oggi presso il Tribunale di Verona.
Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto il trasferimento del ragazzo nel carcere di Montorio, dove rimarrà in custodia fino alla prossima udienza, già fissata per il 9 giugno. L’episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei soggetti recidivi e sulle misure di sicurezza durante le manifestazioni pubbliche.
L’intervento deciso delle forze dell’ordine e del personale sanitario ha evitato che l’episodio potesse degenerare ulteriormente, ma resta alta l’attenzione in città per la sicurezza urbana e la gestione di individui già coinvolti in episodi violenti.
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