Valorizzare le capacità, abbattere i pregiudizi e costruire legami autentici tra le persone e la città. Con questi obiettivi torna a Verona la quindicesima edizione della campagna “Anch’io sono capace – Negozi Senza Barriere”, promossa dall’associazione La Grande Sfida con il supporto di Confcommercio, Confesercenti e il patrocinio del Comune di Verona.
Per una settimana, 75 persone con disabilità affiancheranno i titolari di 50 attività commerciali del centro storico, partecipando in prima persona alle attività quotidiane dei negozi. Un’iniziativa che si traduce in oltre 100 giornate di inserimento socio-lavorativo, con lo scopo di stimolare una nuova visione culturale della disabilità e promuovere l’inclusione concreta attraverso il lavoro e la relazione diretta.
Il momento culminante della campagna si terrà domani, 14 maggio, con una grande giornata a Verona che inizierà alle ore 9.30 in Piazza Bra, dove è previsto il ritrovo per la staffetta-corteo “ConCorriamo”, che accompagnerà i partecipanti fino a Piazza Erbe. Qui, a partire dalle 10.00, si svolgerà un mercatino artigianale dove saranno esposti e venduti oggetti realizzati a mano dalle persone con disabilità dei centri diurni dell’Ulss 9 Scaligera.
Il lavoro manuale e artistico sarà al centro dell’attenzione, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire la qualità, l’impegno e il valore delle produzioni realizzate nei laboratori creativi. A seguire, dalle 13.00, si terrà un momento di riflessione e condivisione in Piazza Cortile Mercato Vecchio, con una preghiera collettiva e un pranzo al sacco, prima della chiusura della giornata alle 14.30 con i saluti ufficiali.
Ma l’iniziativa non si ferma qui. Dal 20 maggio al 9 giugno, 35 esercizi commerciali ospiteranno la “Street Gallery”, una mostra diffusa con opere d’arte realizzate da persone con disabilità e utenti del servizio di salute mentale dell’Ulss 9. I negozi diventeranno così gallerie a cielo aperto, valorizzando l’arte come strumento di incontro, bellezza e inclusione.
La Grande Sfida si conferma come un ponte tra comunità e fragilità, capace di trasformare il centro storico di Verona in un laboratorio sociale a cielo aperto, dove il diritto di essere parte attiva della vita cittadina passa attraverso la partecipazione, la visibilità e il riconoscimento del valore di ogni persona.
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