Cresce la tensione tra i vigili del fuoco di Verona, in forte sofferenza a causa della cronica carenza di personale e delle condizioni di lavoro sempre più difficili. La denuncia arriva dal Movimento Sindacale Unitario, che riunisce le sigle Cgil, Cisl, Uil, Conapo, Confsal e Apvvf. In una lettera inviata al ministro dell’Interno e alle principali istituzioni, i sindacati parlano apertamente di una situazione insostenibile, frutto di anni di segnalazioni inascoltate.
“L’organico è inadeguato rispetto alla popolazione e all’estensione del territorio veronese”, si legge nel documento. I dati parlano chiaro: Verona dispone di un vigile del fuoco ogni 3.450 abitanti, contro una media regionale che si attesta su un rapporto di 1 a 2.500. La distanza si fa ancora più marcata confrontando i numeri con altre province italiane a pari densità abitativa.
Turni ridotti, sicurezza compromessa
Secondo i rappresentanti sindacali, il Comando scaligero è costretto a comporre squadre con un numero minimo di unità, mettendo a rischio sia l’efficienza degli interventi sia la sicurezza degli operatori e dei cittadini. In questo contesto, ogni intervento complesso si trasforma in una micro calamità, con conseguenze dirette sulla tempestività e l’efficacia dei soccorsi.
Le criticità non riguardano solo il personale ma anche la distribuzione e la dotazione delle sedi operative, a partire dalla centrale di Verona, dove si concentra circa il 60% delle chiamate. A rischio anche la sede aeroportuale e il distaccamento di Bardolino, che necessita di un potenziamento durante la stagione turistica. In tutte queste strutture, lamentano i sindacati, manca il rispetto della pianta organica prevista.
Un corpo sotto pressione
Il problema si aggrava alla luce delle mancate assegnazioni di personale neoassunto del 99° Corso, che ha concluso recentemente la formazione ma non ha portato nuovi rinforzi al Comando di Verona. Una scelta ritenuta inspiegabile e dannosa, soprattutto in vista degli impegni futuri, come l’avvicinarsi degli eventi olimpici che richiederanno un potenziamento dei servizi di emergenza.
“Chiediamo un intervento urgente – affermano i sindacati – con l’assegnazione straordinaria di risorse e un riequilibrio immediato tra organico e territorio. La situazione attuale comporta un rischio concreto non solo per la popolazione, ma anche per chi ogni giorno garantisce la sicurezza”.
Un appello alle istituzioni
I firmatari della nota concludono l’appello con un messaggio chiaro: “La provincia di Verona e i suoi cittadini non meritano questo trattamento. Non è accettabile che uno dei territori più vasti e popolosi del Veneto debba affrontare emergenze quotidiane con dotazioni insufficienti e carichi di lavoro insostenibili”.
Nel frattempo, la protesta assume toni sempre più decisi: i vigili del fuoco veronesi non escludono ulteriori iniziative pubbliche per tenere alta l’attenzione e ottenere risposte concrete da parte del governo.
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