Sport e cultura non sono semplicemente attività ricreative, ma veri strumenti di crescita personale, coesione sociale e cittadinanza attiva. È partendo da questa visione che nasce il nuovo bando “Sport e Cultura per includere” promosso da Fondazione Cariverona, che stanzia 2 milioni di euro per finanziare iniziative educative destinate a bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni, con un focus specifico su chi vive in condizioni di vulnerabilità sociale, economica o culturale.
Un progetto per combattere la povertà educativa minorile
L’obiettivo è ambizioso ma concreto: contrastare la povertà educativa non con assistenzialismo, ma valorizzando le risorse umane e territoriali già presenti, creando esperienze trasformative e coinvolgenti. Il bando è rivolto a enti pubblici e organizzazioni non profit attivi nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova, territori in cui la Fondazione opera stabilmente.
“Quando lo sport e la cultura entrano nella vita dei giovani, qualcosa si mette in moto”, spiega Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona. “Un bambino che prende confidenza con sé stesso, un adolescente che si sente parte di una squadra: sono questi i veri motori del cambiamento”.
Due sfide principali: accesso e qualità educativa
Il bando si fonda su due pilastri essenziali:
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Rimuovere le barriere che ostacolano la partecipazione dei giovani ad attività culturali e sportive: che siano economiche, sociali o legate al contesto familiare, l’obiettivo è creare accesso dove prima c’erano ostacoli.
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Valorizzare il ruolo degli adulti educanti: figure come educatori, allenatori, tutor, che accompagnano i ragazzi in percorsi di crescita. Il bando vuole riconoscere e rafforzare il loro impatto educativo, costruendo progetti capaci di lasciare un segno nel tempo.
Chi può partecipare e come presentare la proposta
Le iniziative devono avere una durata massima di 24 mesi e possono ricevere un contributo fino a 50.000 euro, con cofinanziamento minimo del 20%. Le candidature devono essere presentate online entro le ore 13.00 del 20 giugno 2025.
La valutazione si concluderà entro settembre e i progetti selezionati dovranno avviare le attività entro sei mesi dall’approvazione.
Un contesto critico: i numeri della povertà educativa in Italia
Il bando si inserisce in un quadro preoccupante: nel 2023 circa il 14% dei minori italiani viveva in povertà assoluta, mentre quasi un quarto rientrava in quella relativa. La pandemia ha aggravato la situazione, ampliando le disuguaglianze e riducendo l’accesso alle opportunità educative soprattutto tra chi partiva già da condizioni svantaggiate.
Povertà educativa significa mancanza di occasioni per sviluppare il proprio potenziale, non solo scolastico, ma anche relazionale, emotivo e creativo. Sport e cultura possono offrire queste occasioni, diventando strumenti di inclusione e cittadinanza.
Un’occasione per fare rete e costruire futuro
Il bando non si limita a erogare fondi, ma promuove un cambiamento culturale: chiede alle organizzazioni di sperimentare nuove modalità di coinvolgimento, di costruire alleanze locali e di generare un impatto duraturo.
“Chi partecipa non porta solo un’idea: porta un impegno, una visione, un atto di fiducia nel potenziale delle persone”, conclude Giordano.
Il messaggio è chiaro: educare con lo sport e la cultura è un atto di giustizia sociale, un investimento su un futuro più equo, partecipato e ricco di opportunità per tutti.
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