Notte di Pasqua da incubo: indagini su una possibile violenza ad Arbizzano

Una 19enne si risveglia piena di lividi e senza memoria: «Temo mi abbiano drogata». Aperto un fascicolo dalla Procura

Il drammatico episodio si è verificato nella notte tra Pasqua e Pasquetta ad Arbizzano, in provincia di Verona, dove la ragazza, uscita da un locale, ha perso i sensi lungo il tragitto verso casa.

Il racconto della giovane, reso noto dopo la denuncia alle forze dell’ordine, apre uno scenario inquietante su quanto potrebbe essere accaduto. Secondo la sua testimonianza, dopo aver bevuto solo una Red Bull, si è allontanata a piedi dalla discoteca. Poco dopo, mentre si trovava nei pressi della campagna lungo la strada, ha iniziato a sentirsi male, con vista offuscata e le gambe che non la reggevano più.

Poi il buio. Quando si è risvegliata, si trovava in un luogo diverso, con il corpo segnato da graffi e lividi, i vestiti strappati e senza alcun ricordo degli eventi precedenti. L’unico frammento che è riuscita a richiamare alla mente è la presenza di tre figure indistinte e una macchia bianca, forse un’auto che si allontanava.

Indagini in corso

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo dalla Procura e i carabinieri hanno avviato un’indagine per ricostruire l’accaduto. La giovane è stata accompagnata in ospedale prima a Negrar e poi a Borgo Trento, dove è stata sottoposta ad accertamenti. Alcuni esami tossicologici avrebbero rilevato la presenza nel sangue di sostanze che lei afferma di non aver mai assunto volontariamente.

La ragazza ha raccontato tutto ai militari con comprensibile difficoltà, sostenuta inizialmente dalla madre che si è recata in caserma per denunciare quanto accaduto. Il giorno seguente è stata raggiunta da alcuni amici, ancora presenti al locale, che l’hanno riaccompagnata a casa.

Tra paure e sensi di colpa

Il trauma vissuto ha lasciato segni profondi non solo fisici ma anche psicologici. La giovane ha espresso timore nei confronti degli uomini e ha confidato di sentirsi colpevole per essere rientrata a casa da sola: «Mi sono sentita in colpa anche solo per questo. Ho avuto pensieri terribili dopo», ha dichiarato. Attualmente è seguita da una psicologa e cerca, con fatica, di elaborare l’accaduto.

Restano molti interrogativi da chiarire: cosa è accaduto esattamente in quei minuti di buio? È stata aggredita? Chi erano le persone viste allontanarsi? Le indagini dovranno rispondere a queste domande, facendo luce su un episodio che ha profondamente scosso l’intera comunità.

Redazione

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