Tre giovani denunciati a Verona per violazione di sigilli in una villa sotto sequestro

Si erano introdotti nell’abitazione dove, a marzo, erano stati trovati senza vita due coniugi. Fermati dalla polizia dopo una segnalazione

Nel pomeriggio di Pasqua, tre uomini sono stati denunciati a Verona per essere entrati illegalmente in una villa sotto sequestro giudiziario. L’episodio è avvenuto intorno alle 17.30 in strada dei Monti, nella zona dove, poche settimane prima, erano stati trovati senza vita due anziani coniugi. L’area, già oggetto di indagine, era chiaramente interdetta all’accesso, ma i tre – rispettivamente di 28, 30 e 36 anni – hanno ignorato il vincolo legale.

I soggetti, tutti di nazionalità italiana, sono stati notati mentre si introducevano all’interno della proprietà privata. La loro presenza è stata segnalata alla Centrale operativa della Questura, che ha inviato immediatamente una pattuglia sul posto. Gli agenti delle Volanti sono riusciti a raggiungere i giovani poco dopo l’allarme, bloccandoli e procedendo con l’identificazione.

L’edificio al centro dell’episodio è lo stesso in cui, nel marzo scorso, erano stati rinvenuti i corpi senza vita di Marco Steffenoni, 75 anni, e Maria Teresa Nizzola, 76 anni. L’abitazione, fin da subito sottoposta a sequestro penale per accertamenti, rappresentava un luogo sensibile dal punto di vista investigativo.

La violazione è stata contestata come “violazione di sigilli”, un reato previsto dal Codice penale italiano che punisce l’intrusione in aree sottoposte a vincolo giudiziario. Tale reato comporta conseguenze penali che, nei casi più gravi, possono includere la reclusione. Non è ancora chiaro se i tre uomini avessero un intento specifico o si siano introdotti nella villa per semplice curiosità.

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, gli accertamenti sono ancora in corso per comprendere se ci siano ulteriori responsabilità o collegamenti con le indagini in corso legate alla morte dei due anziani. L’episodio ha comunque sollevato preoccupazioni in merito alla sorveglianza dell’area, che potrebbe essere stata vulnerabile nonostante i sigilli.

La Questura ha ribadito l’importanza di rispettare i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, sottolineando che l’accesso a luoghi sottoposti a sequestro può compromettere indagini in corso e configurare reati di rilevante gravità. Non è escluso che i tre soggetti vengano convocati nuovamente per ulteriori chiarimenti da parte delle autorità competenti.

Redazione

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