Eredità contesa a Verona: i coniugi Steffenoni volevano lasciare tutto al WWF

La scoperta dei testamenti e le volontà dei due anziani rilanciano l’attenzione sull’enigmatico caso della villa di Monte Ricco

A un mese dal ritrovamento dei corpi mummificati di Marco Steffenoni e Maria Teresa Nizzola, nella villa di Monte Ricco, emergono nuovi dettagli sulle disposizioni testamentarie della coppia. Il fratello di Marco, Paolo Steffenoni, ha confermato che i due coniugi avevano espresso la volontà di devolvere tutti i loro beni al Wwf, organizzazione ambientalista alla quale erano iscritti sin dagli anni Ottanta.

Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, le ultime volontà della coppia erano state affidate a un notaio emiliano, con cui la famiglia è ora in contatto per chiarire gli aspetti legali della successione. Il desiderio di Marco era anche quello di essere sepolto nella cappella di famiglia della moglie, in provincia di Mantova, desiderio che il fratello ha dichiarato di aver rispettato.

La vicenda ha suscitato particolare attenzione anche per le circostanze del decesso: i corpi furono trovati in avanzato stato di mummificazione nella loro abitazione a Monte Ricco, a lungo chiusa e abbandonata. Due giovani youtuber, entrati per caso nella villa, scoprirono i resti e pubblicarono il video che portò all’intervento delle autorità.

Il valore esatto dell’eredità è ancora in fase di stima. Marco Steffenoni risultava proprietario della villa in cui è stato rinvenuto il corpo, mentre Maria Teresa Nizzola possedeva diversi immobili, ereditati dalla sua famiglia di origini agiate. L’associazione Wwf, informata della volontà della coppia, ha affidato la questione a un proprio team legale, per procedere con la verifica della documentazione testamentaria.

Un elemento chiave della vicenda riguarda la validità dei testamenti lasciati da Maria Teresa. Secondo fonti vicine alla famiglia, ne esisterebbero più versioni, ma solo una sembrerebbe coerente con quanto desiderato anche dal marito. Sarà ora compito degli avvocati determinare quale documento sia effettivamente valido e rappresenti l’ultima volontà autentica della donna.

Il caso della coppia Steffenoni ha riportato all’attenzione pubblica il tema della solitudine e della trascuratezza sociale, ma anche quello del lascito a enti benefici. L’intenzione di destinare tutto a una causa ambientale, senza lasciare beni a familiari diretti, solleva riflessioni sulla visione che la coppia aveva della propria eredità e del proprio impatto sul mondo.

Redazione

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