Una Via Crucis dedicata alla pace, in uno dei luoghi più simbolici della città di Verona, ha richiamato centinaia di persone all’Arena venerdì 18 aprile alle 20.45. L’evento, promosso dalla Chiesa di Verona, in collaborazione con il Comune e la Fondazione Arena, è giunto alla terza edizione, confermandosi appuntamento significativo per la comunità cittadina in vista della Pasqua.
“Chiamata alla pace”: il tema guida dell’edizione 2025
Sotto il titolo “Chiamata alla pace”, la manifestazione ha voluto proporre una riflessione collettiva sul tempo presente, segnato da guerre, tensioni e frammentazioni. 14 testimoni, 7 donne e 7 uomini, hanno dato voce alla sofferenza e alla speranza, ispirandosi al cammino di Cristo verso la croce. Le loro parole hanno evocato il dolore del mondo, ma anche la possibilità di riscatto, lasciando spazio al silenzio e alla preghiera.
Il messaggio del Vescovo: “Non smettiamo di scommettere sull’amore”
A chiudere la Via Crucis è stata la toccante riflessione del Vescovo di Verona, che ha richiamato l’urgenza di una mobilitazione spirituale per la pace. “Ce lo chiede l’umanità di oggi“, ha detto, citando Papa Francesco e la sua definizione della realtà attuale come una “guerra mondiale a pezzetti”. Il Vescovo ha ricordato il suo recente pellegrinaggio in Terra Santa, raccontando di volti segnati dal dolore ma capaci di trasmettere una disarmante mitezza.
Particolarmente commovente il ricordo dell’incontro avvenuto proprio in Arena, il 18 maggio dell’anno scorso, tra Maoz Inon, israeliano che ha perso i genitori nell’attacco di Hamas, e Aziz Sarah, palestinese a cui l’esercito israeliano ha ucciso il fratello. Un abbraccio davanti a Papa Francesco, testimone di un possibile cammino comune nonostante l’orrore.
L’Arena si fa luogo di spiritualità condivisa
La croce, simbolo di sofferenza, è stata riscoperta come sorgente di giustizia e pace. Il Vescovo ha affermato che la passione di Gesù continua in tutti i crocifissi della storia, e che ogni popolo è chiamato a essere costruttore di pace attraverso la preghiera. Ha concluso con l’auspicio che “tutte le croci fioriscano” e diventino “alberi di giustizia e di pace”, in un mondo che ne ha sempre più bisogno.
Un messaggio universale
La Via Crucis all’Arena è stata molto più di un rito religioso: è diventata un’occasione per unire laici e credenti in una riflessione profonda e condivisa. Un richiamo all’unità in un momento storico fragile, dove la testimonianza della fede può diventare leva di cambiamento, riscatto e convivenza.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.