Villa Are rinasce: polo educativo e rifugio per donne in un unico progetto

Il Comune di Verona investe 4,2 milioni per trasformare la storica villa sulle Torricelle in un centro per l’infanzia e un luogo sicuro per vittime di violenza

Comune di Verona

Un investimento da 4,2 milioni di euro per rigenerare Villa Are e restituirla alla cittadinanza con una duplice vocazione: educativa e sociale. Il progetto prevede la nascita di un polo pedagogico 0-6 anni e la creazione della prima “casa di sgancio” della città per donne vittime di violenza.


Un polo 0-6 tra natura e didattica inclusiva

Il cuore del progetto è la realizzazione di un centro educativo ispirato alla continuità pedagogica e alla centralità della natura, in linea con il lascito di Achille Forti, da cui deriva la destinazione d’uso della tenuta “Le Are”. Nella storica Villa saranno attivati un nido integrato per bambini fino a 3 anni e una scuola dell’infanzia articolata in due sezioni per un totale di 52 bambini. Gli ambienti saranno accessibili anche in orari extrascolastici, nei weekend o durante le vacanze, diventando spazi aperti alla comunità e alle famiglie.

Il primo lotto di lavori, da 1,7 milioni di euro, sarà completato entro il 2026 e riguarderà l’efficientamento energetico della Villa storica e la creazione degli spazi scolastici e abitativi. Il progetto punta a un uso multifunzionale degli ambienti, con uno spazio centrale dedicato a laboratori e attività pomeridiane per bambini e famiglie.


La “casa di sgancio”: un nuovo modello di accoglienza

Un’innovazione importante riguarda l’area dedicata al sociale. Villa Are ospiterà tre alloggi per donne vittime di violenza e i loro figli, in una fase delicata del loro percorso: quella della transizione dall’accoglienza protetta alla riconquista dell’autonomia. Si tratta di una “casa di sgancio”, dove le ospiti potranno vivere in sicurezza, ma in modo indipendente, usufruendo di spazi comuni come sala da pranzo e cucina condivisa, in un contesto che favorisce il supporto reciproco e la costruzione di nuove reti sociali.

Gli alloggi – due monolocali e un bilocale – saranno collocati tra il primo e il secondo piano della Villa, con accesso separato. I Servizi Antiviolenza del Comune gestiranno la struttura, assicurando supporto e accompagnamento nel percorso verso una vita autonoma e serena.


Il secondo lotto: vocazione agricola e valorizzazione storica

Nel 2027 sarà avviato il secondo lotto di interventi, con un investimento di 2,5 milioni di euro. Questa fase prevede la ristrutturazione delle barchesse annesse alla Villa, dove sono stati rinvenuti affreschi e opere d’arte di valore storico, e la trasformazione degli spazi in laboratori e aree funzionali legate alla vocazione agricola del sito. I locali saranno a disposizione anche delle associazioni locali, che potranno proporre attività per tutta la comunità.

Prevista inoltre la riqualificazione dell’area verde circostante, con il rifacimento dei percorsi, l’installazione di nuovi arredi e la valorizzazione del grande parco che incornicia Villa Are, trasformandolo in un luogo di aggregazione, didattica ambientale e benessere.


Obiettivo: restituire spazi alla città

«L’obiettivo è aprire Villa Are alla cittadinanza» ha spiegato l’assessora Elisa La Paglia, sottolineando il valore educativo e ambientale del progetto. Il centro 0-6 rappresenta un tassello fondamentale della politica educativa veronese, con una visione che unisce infanzia, natura e partecipazione familiare.

Anche la vicesindaca Barbara Bissoli ha evidenziato la valenza sociale del progetto, con l’inserimento degli alloggi protetti come espressione concreta di una linea di mandato: «Donne e bambini potranno riprendere serenamente il loro percorso di vita in un contesto bello, sicuro e accogliente».

Redazione

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