Un’amicizia nata sotto lo stesso tetto si è trasformata in un incubo per una giovane donna, che oggi accusa l’ex coinquilino di violenze, minacce e persecuzioni. Una vicenda drammatica avvenuta nel Veronese, al centro di un processo che inizierà il prossimo 13 marzo, quando l’uomo, trentaduenne originario dello Sri Lanka, comparirà davanti al collegio del tribunale per rispondere di stalking, tentata violenza privata e violenza sessuale.
I fatti risalgono al periodo compreso tra ottobre 2020 e aprile 2021, quando l’imputato era stato ospitato in casa da una coppia di connazionali, amici di lunga data, in attesa di una sistemazione definitiva. La convivenza sembrava serena, ma con il passare dei mesi i rapporti tra lui e la donna, trentenne all’epoca dei fatti, andarono oltre la semplice amicizia: nel febbraio 2021, dopo mesi di convivenza, lei cedette alle sue avances, dando inizio a una relazione clandestina durata circa un mese.
Il tormento dopo la fine della relazione
La donna, pur coinvolta nella breve relazione, non aveva intenzione di lasciare il suo compagno, con il quale condivideva l’appartamento. Quando decise di interrompere ogni rapporto con l’ospite, la situazione precipitò. L’uomo non accettò la rottura e iniziò a tormentarla con una raffica di messaggi e chiamate, arrivando a inviarle fino a 600 messaggi in un solo giorno, chiedendole insistentemente di incontrarlo nella sua stanza e riprendere la relazione.
La pressione psicologica diventò insostenibile. La donna cercava di evitare qualsiasi contatto diretto, chiudendosi in camera per eludere la presenza ingombrante del coinquilino. Ma in presenza del fidanzato, l’uomo si mostrava ancora più insistente, forse convinto di poter continuare a esercitare potere psicologico su di lei.
Le minacce e il ricatto
Nel disperato tentativo di forzarla a tornare sui suoi passi, l’uomo minacciò di divulgare foto e video intimi scattati durante la relazione. Minacciò di pubblicarli online e di inviarli al fidanzato. Una vera e propria campagna di ricatto e intimidazione, che spinse la donna a confessare tutto al suo compagno e a cercare una via d’uscita da quella spirale di controllo e paura.
La violenza
Il culmine si raggiunse il 5 aprile 2021, quando la donna, nel tentativo di chiudere definitivamente ogni dialogo, accettò di parlare con lui per chiarire le sue ragioni. Erano soli in casa. In un primo momento l’uomo sembrava disposto ad ascoltarla, ma all’improvviso l’abbracciò con forza e lei lo respinse. A quel punto, iniziò a colpirla con violenza, prendendola a pugni sulle spalle fino a farla cadere.
La trascinò in camera da letto, le strappò la biancheria e, nonostante la resistenza, la bloccò con forza e abusò di lei. Una violenza brutale, aggravata dal contesto di convivenza forzata e da mesi di pressioni psicologiche.
Il processo
Dopo la denuncia, sono scattate le indagini e la richiesta di rinvio a giudizio. Ieri, davanti al giudice dell’udienza preliminare Paola Vacca, l’imputato, difeso dagli avvocati Alessandro Ballottin e Giuliasofia Aldegheri, non ha chiesto riti alternativi. Il giudice ha quindi disposto il rinvio a giudizio.
Il processo inizierà il 13 marzo 2026. In aula ci sarà anche la vittima, costituitasi parte civile con l’avvocata Giuliana Locatelli. Sarà l’occasione per dare voce a una vicenda drammatica che mescola fiducia tradita, violenza e un tentativo disperato di tornare alla normalità, in un contesto che da domestico si è trasformato in scenario di paura.
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