L’allarme è stato lanciato da Coldiretti Verona, che nel corso di un convegno ha evidenziato come il Nord Italia sia ormai assediato dal virus, con oltre 100.000 maiali abbattuti nel 2024 solo tra Liguria, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.
Una minaccia per l’intero settore suinicolo
«La propagazione del virus sta mettendo a rischio non solo la salute animale, ma l’intera filiera suinicola del nostro paese», ha dichiarato il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini. Una crisi che dura da quasi tre anni e che ha già spinto molte aziende sull’orlo del collasso. Secondo i dati forniti, il comparto rappresenta un settore strategico per l’economia italiana, con 13 miliardi di euro di valore, 100.000 addetti e 10 milioni di capi allevati ogni anno.
Nella provincia di Verona, gli allevamenti suini sono circa 150, con l’80% destinati all’ingrasso, per un totale di 310.000 suini prodotti annualmente. Il rischio di contagio è ora elevatissimo, e un eventuale focolaio in provincia avrebbe conseguenze devastanti per l’economia agricola e alimentare locale.
I cinghiali principali vettori del virus
Coldiretti ha indicato chiaramente nella fauna selvatica, e in particolare nei cinghiali, i principali responsabili della diffusione del virus. La loro presenza crescente nelle campagne sta facilitando l’espansione del contagio.
Secondo Vantini, è essenziale «superare le attuali limitazioni alla caccia ai cinghiali, rafforzando la strategia di contenimento già avviata con il supporto delle associazioni venatorie e della Regione». Una misura considerata cruciale per fermare l’avanzata del virus, che, pur non essendo trasmissibile all’uomo, compromette gravemente la sostenibilità economica delle filiere agroalimentari coinvolte.
Collaborazione tra enti per difendere il territorio
Durante l’incontro, i rappresentanti istituzionali presenti – tra cui Oscar Da Rold, Pietro Salvadori, Ivano Confortini, Damiano Cappellari e Massimo Sauro – hanno ribadito l’impegno delle istituzioni regionali nella lotta alla peste suina africana, sottolineando la necessità di una sinergia tra enti, associazioni agricole e cacciatori per attuare misure preventive più incisive.
Una battaglia per salvare un settore chiave del Made in Italy
Il monito finale di Coldiretti è chiaro: «Serve un’azione immediata e coordinata per fermare il contagio prima che arrivi nelle province ancora indenni». Il rischio, secondo l’organizzazione, è quello di perdere un comparto che produce eccellenze riconosciute in tutto il mondo, e che costituisce un pilastro dell’agroalimentare italiano.
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