Verona, al via le gare per Caffè Dante e impianto sportivo di San Floriano

Concessione e locazione assegnate secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa

Caffè Dante Piazza dei Signori Verona

Sono state ufficialmente presentate le due nuove gare pubbliche per la gestione di due beni immobili di proprietà della Provincia di Verona: il Caffè Dante, storico locale in piazza dei Signori, e il plesso sportivo di San Floriano, nel comune di San Pietro in Cariano. L’annuncio è stato dato la mattina dell’11 aprile nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero.

Per il Caffè Dante si tratta di una concessione di sei anni, che comprende sia i locali affacciati su piazza dei Signori sia quelli di via Fogge. Si tratta di un bene vincolato dalla Soprintendenza, il cui valore economico è stato stabilito da una perizia redatta nel 2022. Il canone annuo a base di gara è pari a 204.500 euro, cifra che tiene conto delle caratteristiche culturali e commerciali dell’immobile.

La gara sarà assegnata con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso di 70 punti su 100 riservato agli elementi tecnici. Le offerte potranno essere presentate fino alle ore 12 del 19 maggio 2025, termine valido anche per il secondo bando relativo al complesso sportivo.

Per il plesso sportivo di San Floriano, la Provincia ha previsto una locazione di nove anni, rinnovabile per altri sei. Il centro dispone di nove impianti sportivi, tra campi da calcio a 5 e tennis, due dei quali coperti, una piscina, un bar-trattoria e un parcheggio.

Nella determinazione del canone a base di gara, fissato a 42.000 euro annui, sono state considerate una serie di detrazioni legate ai costi che il futuro gestore dovrà sostenere. Tra questi, le spese per l’Imu, l’obbligo di concedere alcuni spazi a disposizione delle scuole locali in specifici giorni e gli interventi di manutenzione straordinaria.

Anche per questa gara il criterio di assegnazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un’analoga valutazione tecnica fino a 70 punti.

Le due iniziative rientrano in un più ampio piano dell’amministrazione provinciale per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico attraverso la collaborazione con soggetti privati, garantendo al contempo il rispetto delle funzioni sociali e culturali dei beni interessati.

Redazione

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