Una scommessa che si sta già rivelando vincente: i vini senza alcol sono stati tra le novità più visitate e discusse di Vinitaly 2025, dove per la prima volta è stata allestita un’area interamente dedicata ai prodotti dealcolati, posizionata accanto al padiglione Mixology. Qui i visitatori possono sperimentare un nuovo modo di intendere il vino, privo di alcol ma non di ambizione produttiva e ricerca sensoriale.
Secondo i dati dell’Unione Italiana Vini, nel 2025 si attende un aumento della produzione del +60% rispetto all’anno precedente, segno tangibile di un mercato emergente e in piena espansione. Un impulso è arrivato anche dal decreto del dicembre 2024, che ha finalmente disciplinato la categoria a livello nazionale, introducendo ufficialmente la dicitura “vino dealcolato”, anche se molte etichette in fiera riportano ancora la più prudente formula “bevanda dealcolata” per via di alcuni nodi normativi ancora da chiarire.
I protagonisti del vino senza alcol
Tra le 14 etichette in degustazione provenienti da 8 cantine italiane, spiccano alcuni nomi noti e progetti innovativi. Dalla Valpolicella arriva Frizero, spumante a zero alcol prodotto dalla Cantina Marchesi Fumanelli, che utilizza un sofisticato processo di dealcolazione a freddo tramite membrane, capace di preservare gli aromi senza comprometterne l’integrità. Dalla marca trevigiana, la Cantina Anna Spinato presenta la linea Hero, frutto di una tecnologia che parte dal mosto e garantisce spumanti freschi e aromatici nonostante l’assenza di alcol.
Bolzano è rappresentata dalla tenuta Hofstatter, che propone un Riesling Dr Fischer 0%: anche in questo caso si ricorre a una tecnologia basata sulla riduzione della pressione atmosferica per abbassare il punto di ebollizione dell’alcol e salvaguardare i profumi varietali. Tra gli altri presenti figurano il Natur Zero Sparkling della cantina De Stefani (Glera, da Fossalta di Piave), il rosso Folicello di Castelfranco Emilia, il Franc Lizer della Lea Winery di San Vito al Tagliamento, il Princess prodotto a Lavis (Trento) da una società alimentare omonima, e le etichette Vitabella della Gaiaschi Terenzio Vini di Ziano Piacentino.
Un prodotto da aperitivo e mixology
Dal punto di vista organolettico, il vino dealcolato rappresenta un’esperienza completamente diversa rispetto al vino tradizionale. Senza alcol, gli aromi risultano più tenui, il sorso meno persistente, ma la freschezza e la facilità di beva ne fanno un’opzione interessante per aperitivi leggeri e cocktail analcolici.
Non a caso, l’area espositiva è collocata accanto allo spazio Mixology, dove vengono proposte ricette originali di cocktail zero alcol a base di vini dealcolati. Tra le proposte:
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una versione analcolica del Negroni,
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un London Mule rivisitato con gin 0% e sciroppo di zenzero,
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un Basil Smash con sciroppo al basilico,
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una base floreale al sambuco o speziata alle erbe,
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una variante fruttata e una bitter con prosecco dealcolato.
Tutti cocktail ideali per chi vuole gustare qualcosa di diverso, senza rinunciare al rituale del brindisi e senza le controindicazioni dell’alcol.
Un mercato in crescita
L’interesse registrato in fiera conferma che quella del vino senza alcol non è una moda passeggera, ma una nuova frontiera del settore vinicolo, destinata a conquistare sempre più spazio, soprattutto nei contesti legati alla ristorazione, al benessere e alla moderazione dei consumi.
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