Verona lancia il “Forum delle cittadinanze”: uno spazio di dialogo e inclusione per la comunità migrante

Nasce un nuovo strumento di partecipazione per le cittadine e i cittadini con background migratorio. Il Comune di Verona apre un forum stabile per l’ascolto, il confronto e l’integrazione sociale

Damiano Tommasi

Il “Forum delle cittadinanze” è ufficialmente realtà. Presentato ieri dall’Amministrazione comunale, rappresenta un passo significativo nella promozione dell’inclusione e della partecipazione attiva dei cittadini con background migratorio. Il progetto nasce da un anno di lavoro condiviso con l’associazione Terra dei Popoli e la cooperativa sociale Azalea, con l’obiettivo di trasformare bisogni in consapevolezza civica e relazioni durature.

L’iniziativa si inserisce in una visione che punta a rendere le comunità migranti parte integrante del tessuto urbano, in un’ottica non solo multiculturale ma interculturale, dove il dialogo e la co-costruzione siano il fulcro del vivere insieme.

I simboli come ponte tra culture

All’incontro hanno partecipato oltre 300 persone in rappresentanza di più di trenta comunità straniere, portando ciascuna un simbolo della propria cultura. Dal gomitolo di lana della Casa di Ramia alla capoeira brasiliana, dal nodo di buon auspicio della comunità cinese all’effige di San Zeno della comunità romena ortodossa, ogni gesto ha rappresentato un atto simbolico di appartenenza e condivisione.

“Abbiamo bisogno anche dei simboli per immaginare la città multiculturale”, ha ricordato Jessica Cugini, consigliera comunale e moderatrice dell’incontro, sottolineando il ruolo dell’immaginario nell’apertura alla diversità.

Una città che cambia: i dati della presenza migrante

Secondo i dati anagrafici del Comune di Verona aggiornati al 31 dicembre 2024, il 19,7% dei residenti ha un background migratorio (oltre 50.000 persone). Le donne rappresentano il 51,4% e l’età media è più bassa di 13 anni rispetto alla popolazione italiana. Dopo un iniziale insediamento nel quartiere Veronetta, oggi le comunità straniere si concentrano principalmente a Golosine Nord, Santa Lucia, Borgo Milano, Tombetta e Stadio.

Le istituzioni parlano di coesione sociale

Il sindaco Damiano Tommasi ha posto l’accento sulla necessità di combattere i pregiudizi attraverso la conoscenza reciproca, dichiarando: “Questa è la città che già siamo, non quella che dobbiamo costruire”. Allo stesso modo, l’assessore alla Partecipazione, Jacopo Buffolo, ha spiegato che il Forum punta a riprendere l’esperienza della Consulta degli stranieri dell’epoca Zanotto e a costruire strumenti concreti di mediazione linguistica e culturale, fondamentali per l’accesso equo ai servizi.

Il Forum prevede la creazione di tavoli di lavoro tematici, che coinvolgeranno rappresentanti delle comunità migranti, tecnici del Comune e amministratori, con l’obiettivo di affrontare insieme i problemi che emergono sul territorio.

Un confronto tra esperienze nazionali

Nel corso dell’incontro, Veronica Atitsogbe, vicepresidente del Consiglio comunale, ha dialogato con Rahel Sereke (Municipio 3 di Milano) e Michelle Rivera, diversity manager del Comune di Bologna. Atitsogbe ha sottolineato la necessità di istituzionalizzare ruoli come quello del diversity manager, figura strategica per guidare i percorsi di inclusione nelle pubbliche amministrazioni.

“Il Forum deve diventare un organismo vivo, che continui a operare al di là dei cambi di giunta”, ha dichiarato Atitsogbe, rivolgendosi direttamente alle comunità coinvolte.

Le presenze istituzionali

All’incontro hanno preso parte anche le assessore Luisa Ceni e Elisa La Paglia, il commissario capo della Polizia di Stato Edoardo Zagnoni, rappresentanti di Amia, Agec, della Consulta comunale, oltre a numerosi consiglieri comunali, tecnici socio-sanitari, docenti e membri del terzo settore.

Redazione

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