La Regione Veneto ha dato il via libera a un piano sperimentale per il monitoraggio e il contenimento del lupo, con un primo intervento previsto in Lessinia. L’iniziativa nasce dalla mozione presentata dal consigliere regionale Alberto Bozza (Forza Italia) e mira a censire la presenza dei lupi, studiarne i movimenti e valutare azioni di dissuasione e contenimento.
Monitoraggio e tracciamento con telemetria satellitare
Il piano prevede la mappatura dei branchi tramite telemetria satellitare, per comprendere spostamenti, attività predatoria e reattività ai metodi di dissuasione. L’obiettivo è raccogliere dati utili per una gestione più efficace del fenomeno, dato che il lupo ormai non si limita più alle sole aree montane, ma si sposta anche in zone collinari e rurali.
Verso un possibile contenimento
Secondo Bozza, il monitoraggio è il primo passo per attuare strategie di contenimento. La situazione potrebbe cambiare con la modifica della Direttiva Habitat, che porterà a un declassamento del livello di protezione del lupo. Questo aumenterebbe i margini d’azione per Regioni e Stato, permettendo di intervenire più facilmente per gestire il numero di esemplari presenti sul territorio.
Anche prima di questa modifica, però, le Regioni possono già adottare misure straordinarie, simili a quelle delle Province autonome di Trento e Bolzano, avviando azioni di contenimento in deroga secondo le indicazioni dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Formazione di figure specializzate e supporto agli allevatori
La Regione si impegna inoltre a formare professionisti qualificati per il controllo del lupo, che possano fornire assistenza agli allevatori e applicare tecniche di condizionamento avversivo e rimozione degli esemplari confidenti (cioè quelli che hanno perso il timore dell’uomo e si avvicinano troppo alle aree abitate).
Altre misure previste includono:
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Istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento con allevatori, agricoltori, associazioni venatorie e polizie provinciali.
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Revisione degli indennizzi per i danni causati dai lupi, adeguando i valori tabellari e velocizzando i pagamenti.
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Tutela delle attività economiche di montagna, per prevenire lo spopolamento delle aree rurali e sostenere il turismo locale.
Un equilibrio tra conservazione e gestione
L’aumento della popolazione di lupi in Veneto ha sollevato negli ultimi anni preoccupazioni tra gli allevatori, che lamentano perdite di bestiame e difficoltà nella gestione del fenomeno. Il piano regionale mira a trovare un equilibrio tra la tutela della specie e la protezione delle attività agricole e zootecniche, puntando su monitoraggio scientifico e interventi mirati.
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