Autovelox nel Veronese: stop al decreto, ma i dispositivi restano attivi

Il decreto attuativo si ferma, i Comuni resistono: 14 autovelox fissi continuano a funzionare tra ricorsi e incertezza normativa

Nel Veronese gli autovelox restano accesi, nonostante il passo indietro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha deciso di sospendere il decreto attuativo destinato a mettere ordine nella complessa questione dell’omologazione e autorizzazione dei dispositivi. Una sospensione che ha riaperto un vuoto normativo già al centro di migliaia di ricorsi in tutta Italia e che rischia di bloccare le strategie locali per la sicurezza stradale.

Il decreto, attualmente ritirato per “ulteriori approfondimenti” richiesti dal ministro Matteo Salvini, avrebbe avuto l’effetto di costringere i Comuni a spegnere il 90% degli autovelox, quelli cioè installati prima del 2017 e non ancora omologati secondo i nuovi criteri. Un passo indietro ritenuto inaccettabile da numerosi amministratori locali, soprattutto in una provincia che conta una media di 60 morti all’anno per incidenti stradali.

Nel Veronese 14 postazioni attive, ma le regole restano ambigue
Al momento, come conferma il comandante della polizia locale di Verona, Luigi Altamura, le 14 postazioni fisse autorizzate dalla Prefettura rimangono pienamente operative. Le direttive trasmesse agli enti locali chiedono infatti di difendere i verbali emessi, in attesa di nuove disposizioni dal Governo. Ma l’incertezza permane e genera frustrazione nei Comuni, lasciati a gestire la sicurezza con strumenti normativi giudicati insufficienti o obsoleti.

«Così non si può andare avanti», avvertono i sindaci. Il primo cittadino di Sanguinetto, Daniele Fraccaroli, parla di ambiguità normativa che mette in difficoltà gli amministratori, non tanto per il rischio di perdere contenziosi legali, ma perché si mina la possibilità di prevenire incidenti. Gli fa eco Gianfranco Dalla Valentina, sindaco di Sona, che chiede più libertà e responsabilità per i territori: «Conosciamo le nostre strade e raccogliamo le segnalazioni dei cittadini. Non possiamo spegnere strumenti che salvano vite».

Autovelox: sicurezza o cassa?
Il dibattito tra strumento di sicurezza o mezzo per fare cassa si riaccende. Alcuni automobilisti criticano i dispositivi fissi per le multe ricevute, anche per lievi superamenti dei limiti di velocità. Ma i sindaci respingono al mittente le accuse: «Di cosa parliamo? In tutta la provincia ci sono solo 14 apparecchi su 98 Comuni», sottolinea Altamura, ricordando che uno solo di questi – in Tangenziale Nord a Verona – ha ridotto drasticamente incidenti e vittime. «La velocità è la terza causa di morte sulle strade, ignorare questo dato è irresponsabile».

Una riforma attesa e mai conclusa
L’interruzione del decreto dimostra come la riforma del sistema autovelox sia ancora lontana. I dispositivi rimangono attivi, ma la mancanza di chiarezza mette in crisi le amministrazioni, che chiedono regole certe per poter garantire sicurezza senza alimentare contenziosi. Senza norme univoche e applicabili, sottolineano da più parti, si rischia di neutralizzare l’efficacia degli strumenti di controllo, con conseguenze potenzialmente gravi sulla sicurezza stradale.

Redazione

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