Veneto, occupazione in crescita: oltre 10mila posti in più nei primi due mesi del 2025

Crescono le trasformazioni a tempo indeterminato, ma cala la dinamicità del mercato. Bene costruzioni, turismo e metalmeccanico

giovani al lavoro

Il mercato del lavoro in Veneto ha mostrato segnali di tenuta e lieve ripresa nei primi due mesi del 2025, con un saldo positivo di +10.800 posti di lavoro dipendente. È quanto emerge dall’ultimo report “La Bussola” di Veneto Lavoro, che evidenzia una crescita rallentata rispetto agli anni precedenti, ma comunque stabile, nonostante un contesto economico ancora incerto.

Meno assunzioni e cessazioni, ma aumentano le trasformazioni

Il dato più significativo riguarda i contratti a tempo indeterminato, il cui saldo positivo di +9.500 unità è dovuto soprattutto all’aumento delle trasformazioni da contratti a termine, cresciute del +12%, che hanno compensato il calo del 5% registrato sia nelle nuove assunzioni che nelle cessazioni.

Il tempo determinato segna un bilancio positivo (+1.200), ma ben lontano dai livelli del 2024, quando nello stesso periodo si contavano +3.100 posizioni. In calo netto l’apprendistato, che perde il 9% degli avviamenti rispetto al primo bimestre 2023.

Calano le assunzioni femminili, crescono quelle di over 54 e stranieri

L’analisi socio-anagrafica rivela un calo delle assunzioni femminili (-5%), sia per contratti a tempo pieno che parziale. In controtendenza, risultano in crescita gli avviamenti tra lavoratori stranieri (+6%) e nella fascia over 54 (+3%).

Il part-time rimane una forma contrattuale molto diffusa: il 51% delle donne e il 22% degli uomini assunti a febbraio hanno sottoscritto contratti non a tempo pieno.

Province: saldo positivo ovunque, tranne a Belluno

A livello territoriale, tutte le province venete registrano un saldo occupazionale positivo, ad eccezione di Belluno (-140). Tuttavia, sia Belluno che Venezia mostrano un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2024. In particolare:

  • Venezia guida la classifica con +3.360 posti

  • Seguono Verona (+2.340), Treviso (+1.880), Padova (+1.410), Vicenza (+1.230) e Rovigo (+770)

La domanda di lavoro è in calo soprattutto a Belluno (-9,3%), Vicenza (-4,9%) e Padova (-3,9%), mentre Venezia (+1,5%) e Verona (+0,3%) risultano in controtendenza.

Settori: costruzioni e industria alimentare trainano l’occupazione

Tra i settori con andamenti positivi spiccano:

  • Le costruzioni, con +2.600 posti di lavoro e un +3% nelle assunzioni

  • L’industria alimentare, con un saldo di +1.150 e stessa crescita percentuale

  • Il metalmeccanico, che guadagna +1.770 posti, nonostante un calo nella domanda di lavoro del -2%

Anche il settore turistico mostra segnali incoraggianti: grazie a un ottimo febbraio (+4.200 posizioni lavorative), chiude il bimestre con un saldo positivo di +380, superando i risultati del 2024.

Commercio, pulizie ed editoria in sofferenza

Permangono invece criticità in alcuni comparti, come:

  • Il commercio al dettaglio, con -5% di assunzioni e -1.050 posti

  • I servizi di pulizia, in calo del -12%

  • Il settore editoria e cultura, che crolla del -45%, complice la fine dei contratti brevi legati alla produzione cinematografica del 2024

A Belluno pesa la flessione dell’occhialeria, che ha perso il 44% delle nuove attivazioni e segna un saldo negativo di -26, legato anche a difficoltà nelle imprese gestite da operatori stranieri.

Redazione

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