Nel contesto delle iniziative per la Giornata internazionale dei diritti delle donne, il Comune di Verona ha reso omaggio a Marina Bortolani e Maria Zeni Fracastori, le prime due donne ad aver ricoperto il ruolo di assessore nella città . Le loro effigi, realizzate dall’artista Zeno Finotti, sono state collocate nell’atrio di Palazzo Barbieri, all’interno della sala Falcone Borsellino, dove si trova la targa con l’elenco di tutti i sindaci veronesi.
Negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, quando alle donne non era ancora concesso il diritto di voto, Verona si distinse come una delle prime città italiane a nominare due donne in Giunta comunale, anticipando i tempi e dimostrando una visione politica innovativa.
Due percorsi diversi, un impegno comune
Marina Bortolani e Maria Zeni Fracastori, pur appartenendo a schieramenti politici opposti – la prima democristiana, la seconda esponente del Partito Comunista – furono figure chiave nell’amministrazione cittadina del Dopoguerra. Bortolani si dedicò all’accoglienza e alla solidarietà , mentre Zeni Fracastori incarnò un modello di indipendenza e avanguardia, affrontando con coraggio anche le sfide personali, come il crescere da sola due figli ancora piccoli.
Il loro impegno politico andava oltre la semplice denuncia dei problemi: entrambe si adoperarono concretamente per trovare soluzioni, contribuendo al processo di ricostruzione della città dopo la guerra. Anche dopo aver lasciato la politica attiva, mantennero un forte legame e continuarono a lavorare per la comunità , consapevoli delle difficoltà – ancora attuali – di conciliare vita familiare e carriera.
Con questa iniziativa, Verona celebra due donne che hanno segnato la storia della città , riconoscendo il loro ruolo pionieristico in un’epoca in cui la politica era quasi esclusivamente maschile.
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