In occasione della Festa del papà, il 19 marzo, l’Inps e Save the Children hanno diffuso un’analisi sull’utilizzo del congedo di paternità in Italia. Il report mostra un incremento nell’uso della misura, ma anche forti disparità territoriali e una durata ancora limitata rispetto agli standard europei.
Veneto in testa per utilizzo del congedo
In Italia, il congedo di paternità obbligatorio è stato introdotto nel 2012 e progressivamente esteso fino agli attuali 10 giorni. Il suo utilizzo è cresciuto dal 19,2% nel 2013 al 64,5% nel 2023, con un aumento significativo nei primi anni e una stabilizzazione recente.
Il Veneto si distingue come la regione con il più alto tasso di utilizzo, con il 79% dei padri aventi diritto che ne fruiscono. Seguono Friuli Venezia Giulia (78%), Emilia-Romagna (76,5%) e Lombardia (76,4%). Al contrario, nel Sud Italia e nelle Isole, la percentuale si ferma al 44%, con un divario evidente rispetto al Nord (76%).
Secondo il presidente dell’Inps Gabriele Fava, il trend positivo è segnale di un cambiamento culturale in atto, ma circa il 35% dei padri aventi diritto ancora non ne usufruisce. Fava sottolinea che l’ampliamento del congedo favorirebbe un migliore equilibrio tra vita familiare e lavorativa, contribuendo alla parità di genere.
Un confronto impietoso con l’Europa
Nonostante i progressi, il modello italiano resta tra i più arretrati d’Europa. Attualmente, il congedo è limitato a 10 giorni (20 in caso di parto plurimo) ed è destinato solo ai lavoratori dipendenti. Al confronto:
- Svezia: 480 giorni totali da dividere tra i genitori fino al 9° anno del figlio.
- Finlandia: 164 giorni per ciascun genitore.
- Danimarca: 24 settimane di congedo per entrambi i genitori.
- Spagna: 16 settimane per ciascun genitore, con 6 settimane obbligatorie.
- Portogallo: da 120 a 150 giorni, con possibilità di arrivare a 6 mesi in caso di condivisione.
- Germania: fino a 14 mesi di congedo parentale, suddivisibili liberamente tra i genitori.
Save the Children: «Serve un congedo più equo»
Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, evidenzia che una genitorialità condivisa migliora il benessere dei bambini e contribuisce a una crescita serena. Tuttavia, i dieci giorni attuali sono insufficienti per favorire una vera equità tra madri e padri. Un’estensione del congedo, aperta a tutti i lavoratori, contribuirebbe a superare stereotipi di genere e garantire un maggiore equilibrio familiare.
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