Nonostante la mancanza di proposte progettuali adeguate al bando del Comune, l’amministrazione di Verona non rinuncia al rifacimento dello stadio Bentegodi. Il sindaco Damiano Tommasi ha spiegato che si apre ora una nuova fase, lasciando ai privati la possibilità di presentare soluzioni alternative, da valutare successivamente.
L’idea rimane quella di un impianto moderno e polivalente, adatto non solo al calcio, ma anche ad eventi musicali e commerciali, con spazi verdi e una rigenerazione urbana per il quartiere. Nel frattempo, alcuni lavori verranno avviati già nell’estate 2024 per adeguare la struttura e candidarla tra le sedi ospitanti di Euro 2032.
Un progetto da velocizzare
Tommasi ha ribadito che l’obiettivo è rendere lo stadio conforme agli standard UEFA, ma che per una ricostruzione completa servirebbe un iter più rapido. Il piano è inserito nel Documento unico di programmazione (Dup) e prevede anche interventi per migliorare l’area circostante.
Al momento, Verona non è ancora tra le sette città prese in considerazione per ospitare gli Europei, ma il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha lasciato aperta la possibilità che entri nella lista definitiva delle dieci sedi italiane.
Quali investitori per il nuovo stadio?
Il costo di un impianto completamente nuovo potrebbe aggirarsi sui 200 milioni di euro, una cifra che richiederebbe l’intervento di soggetti privati. Tra i possibili interessati ci sono Asm Global, società americana specializzata in stadi e arene polifunzionali, e Presidio Investors, il fondo texano che ha acquistato l’Hellas Verona e ha già manifestato interesse per un nuovo impianto.
Per ora, tuttavia, i contatti con il club scaligero sono stati solo informali, mentre l’attenzione della società è concentrata sulla lotta per la salvezza in Serie A.
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