In Italia, un minore su quattro gioca d’azzardo nonostante i divieti, e il fenomeno è in crescita. Sono 90mila i ragazzi tra i 14 e i 17 anni già considerati giocatori problematici, mentre altri 130mila sono a rischio elevato. Lo rivela un’analisi del 2024 dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa una situazione allarmante nel Paese.
Se le sale scommesse fisiche restano accessibili ai minori per via dei controlli insufficienti, è soprattutto il gioco online a preoccupare, con il 40% dei ragazzi che sceglie la rete per scommettere, sfruttando account di adulti. L’anonimato del web riduce la percezione del rischio e favorisce un’escalation che, nei casi più gravi, porta alla dipendenza patologica.
La dipendenza da gioco online tra i giovani
Secondo la dottoressa Sabrina Migliozzi, dell’Unità Gioco d’Azzardo Patologico dell’Ulss 9 Scaligera, la pandemia ha contribuito ad aggravare il problema. Molti ragazzi, costretti a casa durante il lockdown, hanno scoperto il gioco d’azzardo attraverso lo smartphone, sviluppando una pericolosa assuefazione.
«Chi gioca online ha il doppio delle probabilità di sviluppare una dipendenza, ma spesso non si rende conto della gravità della situazione», spiega l’esperta. «Anche quando emergono segni evidenti di perdita di controllo, i ragazzi sminuiscono il problema, perché protetti dall’anonimato del web e dall’assenza del giudizio sociale».
Attualmente, il Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera segue una dozzina di minorenni affetti da gioco d’azzardo patologico. Un numero destinato a salire, considerando che per ogni caso noto ce ne sono almeno altrettanti sommersi.
Il meccanismo della dipendenza
Il percorso che porta i ragazzi alla dipendenza segue uno schema ricorrente. Si inizia “per gioco”, spesso con una piccola vincita iniziale, studiata per fidelizzare il giocatore. Questo primo successo genera un’illusione di controllo, che spinge a ripetere l’esperienza.
«Si comincia per provare, convinti di poter smettere in qualsiasi momento», spiega Migliozzi. «Ma poi arriva la fase della perdita, in cui il giocatore cerca di recuperare il denaro scommesso, cadendo in un circolo vizioso». A quel punto, il ragazzo inizia a isolare sé stesso, trascurare la scuola e compromettere le relazioni familiari, con conseguenze devastanti.
Il ruolo della prevenzione
Per contrastare il fenomeno, l’Ulss 9 Scaligera sta potenziando programmi educativi nelle scuole, con spettacoli e convegni mirati. Un esempio è stato l’evento “Fate il nostro gioco – Progetto esci dai giochi”, che ha coinvolto 1.200 studenti per sensibilizzarli sui pericoli del gioco d’azzardo.
«Le classiche prediche non funzionano con gli adolescenti», sottolinea l’Ulss 9. «Serve parlare il loro linguaggio e usare strumenti che stimolino la loro coscienza critica. Per questo, proponiamo giochi matematici che dimostrano come il sistema delle scommesse sia una trappola».
Controlli insufficienti e il pericolo del gioco online
Uno dei problemi principali è la mancanza di controlli adeguati nei punti fisici di gioco. Secondo l’indagine dell’ISS, quattro ragazzi su dieci dichiarano di non essere mai stati controllati quando hanno acquistato gratta & vinci, giocato alle slot o fatto scommesse nei bar e nelle tabaccherie.
Ma il vero allarme arriva dal mondo digitale. Online non esiste alcun controllo reale, e i nativi digitali sanno bene come aggirare le restrizioni, accedendo ai siti di gioco attraverso account di parenti o amici maggiorenni.
«Il vero nemico è la rete», conclude Migliozzi. «Se non si interviene con regolamentazioni più severe e con un’educazione mirata, il numero di giovani dipendenti dal gioco continuerà ad aumentare, con ripercussioni gravi sulla società e sulle loro vite».
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