Rapinatore ripescato nel Camuzzoni: fuori dall’intensiva, ora è in carcere

Dopo il tentato furto in gioielleria e la fuga nel canale, il 27enne sinti è stato trasferito a Montorio

Montorio

È uscito dalla terapia intensiva ed è stato portato in carcere il rapinatore di 27 anni di origine sinti, coinvolto nella spaccata alla gioielleria di via Sansovino a Verona. Il giovane, che si era gettato nel Camuzzoni per sfuggire alla cattura, era stato salvato dai vigili del fuoco in condizioni critiche, dopo essere rimasto a lungo privo di sensi e senza battito.

Dal ricovero in rianimazione al trasferimento in carcere

L’uomo faceva parte di una banda di quattro malviventi, entrati in azione nella notte tra il 10 e l’11 febbraio. Uno era stato arrestato subito, mentre due erano riusciti a fuggire. Il quarto, vedendosi braccato, aveva scelto di tuffarsi nel Camuzzoni, ma la corrente lo aveva trascinato fino alle griglie del canale. Recuperato dai pompieri in extremis, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Polo Confortini, dove era stato ricoverato in rianimazione.

Le sue condizioni sembravano disperate, ma grazie alle cure mediche è riuscito a riprendersi. Il 2 marzo è stato fotosegnalato e notificato del provvedimento di fermo, quindi trasferito nel carcere di Montorio, dove è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’assedio dei familiari in ospedale

Dopo il ricovero, numerosi amici e parenti sinti si erano radunati all’ospedale Confortini, arrivando con camper e roulotte e occupando l’area tra il Polo Confortini e il Geriatrico. La forte coesione familiare della comunità ha portato decine di persone a presidiare il nosocomio fino a tarda sera, destando preoccupazione tra il personale ospedaliero. La direzione ha quindi allertato la questura, che ha inviato agenti in divisa e in borghese, oltre a un mezzo dei carabinieri, per garantire la sicurezza.

La situazione è rimasta sotto controllo, ma ha offerto uno spaccato culturale della comunità sinti, caratterizzata da legami familiari solidi e da una presenza compatta nei momenti difficili. I genitori del giovane sono stati ricevuti dai medici, che hanno illustrato la gravità della sua condizione prima del miglioramento clinico.

L’arresto segna un nuovo capitolo nell’indagine sulla banda che ha colpito in città e provincia. Le forze dell’ordine sono ancora alla ricerca dei due complici in fuga.

Redazione

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