La truffa dei lingotti d’oro, partita da Treviso, si è estesa fino a Verona, coinvolgendo numerosi investitori. Tra le vittime figurano piccoli imprenditori e operai, che hanno affidato alla Global Private i propri risparmi, attirati dalla promessa di rendimenti elevati. Secondo le stime, sono circa 5.000 le persone coinvolte, per un totale di 89 milioni di euro sottratti. A Verona, l’avvocato Maria Vesentini rappresenta già una decina di truffati, che hanno perso complessivamente mezzo milione di euro.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Milano e condotta dalla polizia valutaria e dalla Guardia di Finanza, ha portato all’arresto di cinque persone, mentre due sono riuscite a fuggire. Tra gli arrestati figura Nicola Meneghetti, 57 anni, promoter della Global Group e responsabile della filiale di Treviso, attualmente ai domiciliari a Peschiera. Secondo l’accusa, Meneghetti non era solo un promotore finanziario abusivo, ma uno dei principali reclutatori di nuovi clienti, ai quali venivano promessi interessi del 4% mensile per l’acquisto di lingotti d’oro.
Oltre alla truffa, la Global Group organizzava eventi di lusso per convincere gli investitori della solidità dell’operazione. Incontri esclusivi, cene di gala e ricevimenti si tenevano nella prestigiosa sede di via San Fermo 24, dove venivano gestiti anche i prelievi in contanti, fino a un massimo di 1.000 euro per transazione. Tuttavia, dietro la facciata di un investimento sicuro, si celava un sistema fraudolento, basato su uno schema piramidale destinato a crollare.
La mente dell’operazione, Samuel Gatto, e la moglie Stefania Conti Gallenti, risultano irreperibili e sarebbero fuggiti con una parte consistente del denaro raccolto. Il meccanismo della truffa prevedeva che gli investimenti in lingotti d’oro fossero garantiti da un contratto di deposito, utilizzato come presunta copertura per operazioni nel settore farmaceutico e sanitario. Gli investitori versavano somme comprese tra 10.000 e 60.000 euro, con la promessa di rendimenti annui tra il 40 e il 48%.
Fino ad aprile 2024, i profitti erano stati pagati regolarmente, ma quando Gatto e la moglie sono scomparsi, i pagamenti si sono interrotti, lasciando i clienti senza risparmi e senza possibilità di recupero immediato. Le indagini sono ancora in corso, mentre le vittime tentano ora di riottenere il denaro perduto.
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