Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto il ricorso presentato dal Comune di San Giovanni Lupatoto contro le autorizzazioni concesse dalla Regione Veneto e dalla AGSM AIM Spa per il revamping dell’impianto di trattamento rifiuti Ca’ del Bue, situato nel territorio di Verona.
Con la sentenza n. 619/2025, pubblicata il 27 gennaio, i giudici amministrativi hanno confermato la legittimità dei provvedimenti regionali e delle autorizzazioni rilasciate, sostenendo che il Comune ricorrente non ha dimostrato un reale interesse giuridico a impugnare le decisioni.
La vicenda giudiziaria: un ricorso senza fondamento?
Il Comune di San Giovanni Lupatoto aveva presentato ricorso contro una serie di decreti regionali (n. 555/2020, n. 938/2020 e n. 230/2021) che consentivano modifiche all’impianto senza sottoporle a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il nodo centrale della contestazione riguardava l’introduzione di un nuovo processo termico di essiccazione, che, secondo l’amministrazione comunale, avrebbe peggiorato la qualità dell’aria e incrementato la presenza di polveri sottili, con possibili conseguenze negative per il territorio.
Le preoccupazioni ambientali avevano trovato eco anche nel Comune di Verona, che aveva recentemente richiesto un parere all’Istituto Superiore di Sanità per valutare i potenziali rischi.
Tuttavia, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto, con la sentenza n. 1130/2022, aveva già respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile per carenza di interesse e comunque privo di fondamento. Nonostante questa prima sconfitta, il Comune ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato, sostenendo che:
- La vicinanza dell’impianto al proprio territorio legittimava il ricorso;
- Le modifiche all’impianto avrebbero aggravato la situazione ambientale preesistente, invece di migliorarla;
- Era stato escluso dai procedimenti decisionali, senza possibilità di far valere le proprie ragioni.
Il verdetto finale: il Consiglio di Stato chiude il caso
Il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del TAR, ha ribadito che:
✅ Il Comune di San Giovanni Lupatoto non ha fornito prove concrete di un impatto ambientale negativo sul proprio territorio;
✅ L’esclusione dalla procedura di VIA è stata legittima, poiché le modifiche all’impianto avrebbero determinato un miglioramento ambientale rispetto alla situazione precedente;
✅ Il Comune aveva partecipato alle fasi preliminari dell’iter autorizzativo, ma non aveva impugnato il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), rendendo così inefficaci le sue contestazioni.
Oltre a rigettare definitivamente il ricorso, il Consiglio di Stato ha condannato il Comune di San Giovanni Lupatoto al pagamento delle spese legali, chiudendo definitivamente la battaglia amministrativa.
Questa sentenza segna un punto fermo nella vicenda e rafforza la validità delle autorizzazioni concesse per il revamping dell’impianto Ca’ del Bue, un tema che continuerà a far discutere sul fronte ambientale e amministrativo.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.