Giovedì 23 gennaio 2025, intorno alle 17:30, un rappresentante orafo è stato vittima di una violenta rapina in via Pontida, nel quartiere di San Zeno. Due uomini in moto lo hanno seguito e poi minacciato con una pistola, sottraendogli gioielli per un valore di circa 10mila euro. Nonostante il bottino e il trauma subito, la vittima non ha riportato ferite fisiche, ma l’episodio ha lasciato un segno profondo.
La dinamica della rapina
Il gioielliere, un uomo di stazza imponente, è stato seguito dai malviventi dopo una visita a una gioielleria in via Diaz. Mentre era fermo al semaforo in via Pontida, ha udito il rumore del lunotto posteriore infranto. Scendendo dall’auto, si è trovato faccia a faccia con uno dei rapinatori, che gli ha puntato un oggetto scuro, probabilmente una pistola, intimandogli di aprire il bagagliaio.
“Ho pensato a mia moglie e a mia figlia, non potevo rischiare”, ha raccontato la vittima, che ha deciso di non reagire. I rapinatori hanno preso uno zainetto contenente i rotoli di collane e sono fuggiti. La loro moto è stata avvistata poco dopo mentre si dirigeva verso l’autostrada.
Indagini e sviluppi
Le forze dell’ordine stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della gioielleria di via Diaz, dove uno dei malviventi, vestito di scuro e con casco in testa, era stato ripreso mentre osservava il negozio. La refurtiva, però, si è rivelata meno preziosa di quanto i rapinatori pensassero: il gioielliere trasportava gioielli di valore moderato, non pezzi particolarmente costosi.
Tra gli oggetti rubati c’era anche un iPad, che è stato ritrovato dalla polizia stradale grazie alla localizzazione fornita dall’applicazione di tracciamento. Il tablet è stato abbandonato allo svincolo tra l’autostrada A4 e la A22, probabilmente dopo che i rapinatori si sono resi conto che il dispositivo era monitorabile.
Rabbia e amarezza per l’indifferenza dei passanti
Oltre al trauma dell’aggressione, il gioielliere si dice particolarmente scosso dall’atteggiamento dei passanti: “Nessuno si è fermato per chiedere se avessi bisogno, nemmeno dopo che i rapinatori erano fuggiti”. L’uomo ha deciso di non lavorare più con il campionario di gioielli, ritenendo troppo rischioso continuare in queste condizioni.
La sicurezza in città sotto accusa
Questo episodio, che si aggiunge ad altri fatti di cronaca simili, mette in evidenza il tema della sicurezza urbana e della vulnerabilità dei professionisti che operano in determinati settori. La polizia prosegue le indagini per identificare i responsabili, che secondo le prime ricostruzioni potrebbero essere rapinatori esperti.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.