Traforo delle Torricelle: proposte e varianti per il passante nord di Verona

L'associazione Giuseppe Barbieri presenta nuove soluzioni per il traforo delle Torricelle e per la viabilità cittadina, puntando su sostenibilità e funzionalità

La realizzazione del traforo delle Torricelle, un’opera discussa da decenni nella pianificazione urbanistica di Verona, torna al centro del dibattito con nuove proposte presentate dall’associazione Giuseppe Barbieri. L’intervento, inserito nel progetto del passante nord, mira a migliorare i collegamenti tra la città e le aree settentrionali come la Valpolicella e la Valdonega, estendendosi fino al casello autostradale di Verona Nord.

Una storia urbanistica di lungo corso

L’idea del traforo delle Torricelle non è nuova. Come ricordato dall’architetto Gian Arnaldo Caleffi, presidente dell’associazione Barbieri, il progetto è presente nella pianificazione di Verona fin dal Piano di Ricostruzione del 1948. Da allora, è stato ripreso in vari documenti urbanistici, alternandosi tra approvazioni e cancellazioni.

Oggi, l’associazione propone un approccio che coniughi efficienza viaria, sostenibilità ambientale e sicurezza, presentando diverse varianti progettuali per il collegamento tra Ca’ di Cozzi a ovest e Via Fincato a est.

Le varianti proposte

Tra le principali soluzioni analizzate dall’associazione, figurano due varianti per il collegamento del traforo con il casello di Verona Nord:

  1. Collegamento tramite Gronda Ovest
    Questa opzione riprende un progetto della Technital, prevedendo un collegamento da Via Ca’ di Cozzi a una Gronda Ovest. Il percorso comprende un ponte sull’Adige a monte del ponte ferroviario, nella zona Nassar, e un altro ponte nei pressi di Parona, vicino all’Abital.
  2. Collegamento tramite rotatoria e sottopassaggi
    Un’altra soluzione ipotizza una grande rotatoria all’intersezione tra Via Ca’ di Cozzi e Viale Caduti del Lavoro. Il percorso proseguirebbe attraversando Via Angelo Berardi, passando sotto la ferrovia del Brennero e toccando Corso Milano, Via Gardesana e la SS 11, fino a raggiungere lo svincolo di San Massimo.

Opzioni per la galleria

Per quanto riguarda la struttura del traforo, sono state proposte due configurazioni principali:

  • Galleria a canna unica con due ingressi/uscite principali.
  • Galleria a doppio tronco, con una terza entrata/uscita in corrispondenza di Via Marsala e Via dei Colli. Questa soluzione migliorerebbe la sicurezza in caso di incidenti o incendi e creerebbe un ulteriore collegamento con la Valdonega.

Sostenibilità e finanziamenti

Un aspetto centrale delle proposte riguarda la sostenibilità ambientale. Secondo l’architetto Filippo Bonini, l’opera sarà progettata per ridurre le isole di calore, riutilizzare le acque piovane e integrare criteri ecologici.

Per quanto riguarda i costi, l’associazione suggerisce di sfruttare le risorse dell’A22 (Autostrada del Brennero), riconoscendo il traforo come parte integrante del sistema viario di adduzione al casello di Verona Nord.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

All’Università di Verona un incontro tra giuristi, scienziati ed esperti per analizzare il futuro delle...
Risotto all’Isolana
Dal 17 settembre al 13 ottobre torna la storica manifestazione dedicata al riso italiano. In...
Tocatì Festival
Dal 18 al 20 settembre il Festival internazionale dei giochi di strada torna ad animare...

Altre notizie