Il cambiamento climatico sta avendo un impatto diretto e crescente sulla salute globale, come emerso durante il convegno annuale sulla medicina d’urgenza tenutosi il 23 gennaio nell’aula magna De Sandre a Borgo Roma, Verona. Si prevede un aumento della mortalità di quattro volte entro il 2050, principalmente a causa dell’innalzamento delle temperature e del peggioramento della qualità dell’aria.
I dati sul cambiamento climatico e la salute
Secondo il dottor Andrea Bellone, ex direttore del Pronto soccorso Niguarda di Milano, il cambiamento climatico danneggia in modo significativo l’apparato cardiorespiratorio e contribuisce all’insorgenza di disturbi cognitivi e psicologici. Le temperature più elevate, unite all’inquinamento atmosferico, aumentano il rischio di malattie croniche, aggravando ulteriormente la situazione per le persone fragili. “Le strutture di Pronto soccorso dovranno attrezzarsi per gestire i nuovi picchi di emergenze legati a questi fenomeni,” ha sottolineato Bellone.
Le sfide per la medicina d’urgenza
La Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) sta già affrontando il cambiamento con nuove pratiche e strutture adeguate:
- Posti letto di terapia sub-intensiva a Borgo Roma, inaugurati nel 2024, per trattare pazienti con insufficienza respiratoria tramite ventilazione meccanica non invasiva.
- Percorsi dedicati ai pazienti fragili, come anziani con complicanze dovute a cadute o virus stagionali.
- Sedo-analgesia nei Pronto soccorso, che consente interventi più umanizzati riducendo il dolore nei pazienti con traumi minori.
Secondo il dottor Domenico Girelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina d’Urgenza di Borgo Roma, il fenomeno post-Covid ha ridotto la copertura vaccinale, aumentando la vulnerabilità delle persone a malattie stagionali e complicanze respiratorie.
Il ruolo della formazione e dell’innovazione
La direttrice sanitaria dell’Aoui, Matilde Carlucci, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra ospedale e università per affrontare queste nuove sfide. “Lavoriamo con i giovani specializzandi e utilizziamo nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale, per migliorare le cure e rendere il percorso formativo più pratico,” ha dichiarato Carlucci.
Il convegno, intitolato “Cosa abbiamo imparato l’anno scorso”, ha offerto una piattaforma per discutere le buone pratiche e condividere esperienze tra esperti di medicina d’urgenza provenienti da tutta Italia.
Previsione per il futuro
L’aumento della mortalità legato al cambiamento climatico impone una riorganizzazione dei sistemi sanitari. I Pronto soccorso dovranno gestire un numero crescente di pazienti con malattie cardiorespiratorie, disturbi cognitivi e complicanze legate alle temperature estreme. La necessità di prevenzione attraverso vaccinazioni, sensibilizzazione e pianificazione sanitaria sarà cruciale per affrontare le sfide future.
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