Secondo uno studio Istat relativo al 2021, la provincia di Verona mostra un panorama molto variegato sulla percentuale di laureati tra i 25 e i 49 anni. La città di Verona guida la classifica provinciale con il 36%, mentre piccoli comuni come Mezzane di Sotto e San Pietro in Cariano seguono a stretto giro con percentuali altrettanto elevate. In fondo alla lista si trovano realtà come Palù, Gazzo Veronese ed Erbè, dove i laureati rappresentano meno del 15% della popolazione nella fascia analizzata.
La classifica dei comuni più e meno “istruiti”
A guidare la classifica provinciale è Verona, dove il 36% della popolazione tra i 25 e i 49 anni possiede una laurea. Mezzane di Sotto si piazza al secondo posto con il 35%, seguita da San Pietro in Cariano con il 33%. Al quarto posto, a pari merito, troviamo Pescantina e Peschiera del Garda, entrambe al 28%.
Sul fronte opposto, i comuni con meno laureati sono:
- Velo Veronese, con appena l’11% di laureati su 234 abitanti;
- Palù, anch’esso con l’11% su 399 abitanti;
- Gazzo Veronese (13% su 1.574 abitanti);
- Erbè, con il 14% su 633 abitanti.
Questi numeri evidenziano un divario significativo tra i comuni più urbanizzati e quelli più piccoli e rurali.
Verona terza tra i capoluoghi veneti
Nel contesto regionale, Verona si posiziona al terzo posto tra i capoluoghi veneti per percentuale di laureati nella fascia 25-49 anni. Padova domina con il 46,1%, seguita da Treviso con il 39,6%. Belluno si piazza al quarto posto (35,3%), seguita da Vicenza (34%), Rovigo (32%) e Venezia (30%).
Laurea e lavoro: il rapporto secondo Almalaurea
Secondo il rapporto Almalaurea, il 79,4% dei laureati veneti trova lavoro a un anno dal titolo, con una retribuzione media di 1.450 euro mensili, in linea con la media nazionale. A cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione sale al 93%, con stipendi medi di 1.783 euro al mese. Tuttavia, il 65% dei laureati veneti ritiene il proprio titolo efficace nel lavoro a un anno dalla laurea, una percentuale inferiore alla media nazionale del 69,5%.
Tra i laureati veneti, il 68% completa l’università nei tempi previsti, mentre il voto medio di laurea è 104 su 110.
Commenti dai comuni: orgoglio e resilienza
Nonostante le percentuali ridotte in alcuni comuni, sindaci e cittadini esprimono orgoglio per i traguardi raggiunti. A Mezzane di Sotto, il sindaco Giovanni Carrarini attribuisce il 35% di laureati alla tranquillità della zona e all’impegno dei giovani: «Lo scorso anno, un nostro concittadino ha ottenuto il punteggio più alto per l’ammissione a medicina. Siamo orgogliosi di loro».
A Velo Veronese, il sindaco Mario Varalta sottolinea le difficoltà affrontate dai giovani: «Con i pochi mezzi pubblici, iniziano a faticare già dalle superiori. Nonostante tutto, molti dei nostri ragazzi si laureano a Verona, Padova o Parma. Il dato dell’11% di laureati su una popolazione così piccola è un grande risultato».
La formazione come sfida futura
I dati mostrano che, mentre Verona città si avvicina alla media nazionale, molte realtà rurali della provincia faticano a tenere il passo. La formazione universitaria rappresenta una sfida cruciale per i piccoli comuni, dove la mancanza di servizi e collegamenti spesso limita le opportunità per i giovani. Tuttavia, il forte legame con il territorio e il valore dato all’istruzione rimangono fattori positivi, come dimostrano le testimonianze di sindaci e cittadini.
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