Le famiglie di Verona si preparano a un anno difficile dal punto di vista economico: l’aumento dei costi dell’energia, delle tariffe idriche e dei beni di consumo potrebbe pesare per oltre 1.100 euro. Federconsumatori lancia l’allarme: servono misure urgenti per limitare gli effetti sui bilanci familiari.
Il 2025 si apre con una previsione allarmante per le famiglie veronesi: bollette più care, tariffe in crescita e beni alimentari sempre più costosi. Secondo le stime, il rincaro medio annuo per ogni nucleo familiare potrebbe superare i 1.100 euro. La causa principale è l’aumento del costo dell’energia, in particolare per le categorie vulnerabili, ma a questo si aggiungono i rincari su acqua, rifiuti e pedaggi autostradali.
Energia: un aumento del 18,2% per i vulnerabili
L’incremento delle bollette elettriche, pari al 18,2% per gli utenti vulnerabili, è uno dei fattori più significativi. Questa categoria include persone con più di 75 anni, beneficiari della legge 104 o dei bonus sociali per reddito e salute. L’Arera, l’autorità per l’energia, ha spiegato che la causa principale è legata all’incertezza geopolitica internazionale e all’andamento stagionale dei prezzi all’ingrosso.
Secondo Maurizio Framba, presidente di Federconsumatori Verona, questo aumento per i vulnerabili anticipa un probabile rialzo generale anche per il mercato libero dell’energia. Adiconsum evidenzia inoltre che quasi il 60% del costo della bolletta dipende dall’approvvigionamento e dalla commercializzazione dell’energia, settori soggetti a oscillazioni globali.
Rincari diffusi: acqua, rifiuti e autostrade
Oltre all’energia, nel Veronese si registrano aumenti anche su altri fronti:
- Acqua: incremento del 4,5% sulle tariffe idriche.
- Tassa sui rifiuti (Tari): prevista una crescita significativa.
- Pedaggi autostradali: le tratte vicine a Verona, soprattutto in Lombardia, subiranno un aumento dell’1,8%.
L’insieme di questi fattori contribuisce a una crescita complessiva del costo della vita, con effetti particolarmente gravosi per i bilanci familiari.
Il peso dei beni alimentari e l’inflazione
Anche i beni alimentari rappresentano una preoccupazione. Nonostante l’inflazione generale sia scesa sotto il 2% a novembre 2024, alcuni prodotti di uso quotidiano hanno registrato aumenti a due cifre. Tra questi, spiccano l’olio d’oliva e il caffè, che rischiano di diventare beni di lusso per molte famiglie.
Secondo le associazioni dei consumatori, senza un intervento deciso sul controllo dei prezzi energetici, è probabile una nuova accelerazione dell’inflazione, con conseguenze gravi per tutte le fasce di reddito.
Le richieste di Federconsumatori
Federconsumatori Verona chiede al Governo interventi concreti per contrastare questa crisi:
- Rimodulazione dell’Iva sui beni di largo consumo, per un risparmio stimato di 531 euro a famiglia.
- Revisione degli oneri di sistema sull’energia, per ridurre il peso delle bollette.
- Creazione di fondi per contrastare la povertà energetica e alimentare.
- Misure strutturali per riequilibrare le crescenti disuguaglianze.
Senza un’azione decisa, l’anno in corso rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche per migliaia di famiglie veronesi, già messe a dura prova dagli aumenti degli ultimi anni.
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