La Porta Borsari, finalmente priva di impalcature e cartelloni pubblicitari, è tornata a incantare cittadini e visitatori. Grazie a un importante restauro avviato nell’autunno 2023 e concluso pochi giorni fa, il monumento è stato sottoposto a un’accurata conservazione delle superfici lapidee e a interventi di protezione dalle intemperie.
Un monumento in pericolo
Nonostante restauri precedenti, Porta Borsari mostrava segni evidenti di degrado: patine biologiche, croste nere e il deterioramento delle coperture in piombo che proteggevano gli aggetti architettonici. A peggiorare la situazione, il nubifragio di febbraio 2020 aveva quasi distrutto la copertura in vetroresina risalente agli anni Ottanta, lasciando solo una parte lignea, ormai insufficiente e in rapido deterioramento. Questo contesto ha reso necessario un intervento urgente e radicale.
Il restauro: tecniche e risultati
I lavori, avviati a settembre 2023, sono stati realizzati dalla ditta Tisato Massimo Restauri, specializzata nel settore, con la supervisione della Soprintendenza e la direzione dell’architetto Massimiliano Valdinoci. Un cantiere aperto al pubblico ha permesso a cittadini, studenti ed esperti di osservare da vicino le tecniche impiegate, spesso invisibili ai non addetti ai lavori.
Gli interventi hanno incluso:
- Pulizia approfondita da patine biologiche e depositi polverosi.
- Rimozione di materiali incongrui, come stuccature e inserti metallici.
- Ripristino delle copertine in piombo, fondamentali per proteggere gli aggetti.
- Realizzazione di una nuova copertura in piombo, sostituendo i vecchi pannelli degradati e prevenendo future infiltrazioni.
- Installazione di dissuasori anti-volatili, per evitare danni causati dalla nidificazione.
Un finanziamento innovativo
Il progetto, del valore di circa 218mila euro, è stato finanziato tramite sponsorizzazione tecnica, una modalità che consente alle imprese esecutrici di coprire i costi recuperandoli dalla vendita di spazi pubblicitari sui ponteggi. Questa collaborazione tra pubblico e privato, già utilizzata per altri monumenti veronesi come la Colonna di San Marco, rappresenta un modello virtuoso per la tutela del patrimonio storico.
La soddisfazione delle istituzioni
“Con questo restauro restituiamo ai veronesi e ai visitatori uno dei simboli della nostra città , proteggendolo dai segni del tempo e preservandone il valore storico”, ha dichiarato la vicesindaca Barbara Bissoli, sottolineando l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato. Porta Borsari, anticamente nota come Porta Iovia, era il principale accesso alla città romana e testimonia la storia urbanistica di Verona.
Un’eredità storica da preservare
Porta Borsari, risalente al I secolo a.C., si erge maestosa all’inizio dell’omonima via. Come ingresso principale della città romana, segnava l’accesso alla via Postumia, collegando il decumano massimo con il resto della città . Il restauro odierno non solo ne ha valorizzato la bellezza, ma ne ha garantito la sopravvivenza come simbolo del passato e risorsa per il futuro.
Porta Borsari è oggi più che mai uno scrigno di storia e cultura, tornato a splendere per incantare Verona e il mondo.
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