A Verona, l’inflazione a novembre ha segnato un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente, confermando un trend già evidente in ottobre (+0,9%). Secondo l’Istat, questa crescita comporta un aumento della spesa annuale di 308 euro per una famiglia media, con i prodotti alimentari in testa agli aumenti. Federconsumatori e il Comune di Verona segnalano rincari significativi su burro (+17%), cacao (+14,7%), caffè (+13,2%), frutta e verdura (+12,6%).
Famiglie veronesi sotto pressione
I ceti medio-bassi sono i più colpiti, costretti a ricorrere a prodotti economici, discount e offerte promozionali. Maurizio Framba, presidente di Federconsumatori Verona, sottolinea come l’inflazione locale sia trainata soprattutto dai servizi ricettivi, dalla ristorazione e dagli alimentari. Il prezzo del caffè, in particolare, continua a salire per via di crisi climatiche, guerre e dazi, guadagnandosi il soprannome di “oro nero”.
Verona nel contesto regionale e nazionale
Nel Veneto, l’aumento medio dei prezzi è dell’1,3%, posizionando la regione al quinto posto in Italia. Padova, con un +1,9%, guida la classifica regionale, seguita da Venezia (+1,4%) e Verona. A livello nazionale, Bolzano è la città più costosa (+2,1%), seguita da Roma e Genova (+2%).
Natale e rincari alimentari
Il Natale 2023 sarà particolarmente oneroso per le famiglie veronesi. Il Codacons prevede che, per alimentari e bevande, si registrerà un aumento dei costi del +2,8% annuo, ben oltre il tasso medio di inflazione. Una famiglia con due figli potrebbe affrontare una spesa aggiuntiva di 256 euro solo per i generi alimentari. Le tensioni sui mercati internazionali e l’aumento della domanda natalizia aggravano ulteriormente la situazione.
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