Sgominata la banda dei trattori: maxi-furto di fitofarmaci a Caldiero, denunciati 12 giovani

Dopo tre mesi di indagini, i carabinieri recuperano rame, fitofarmaci e componenti elettroniche per trattori agricoli

carabinieri nas

Una banda specializzata in furti di rame, fitofarmaci e componenti elettroniche per trattori agricoli è stata sgominata dai carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). Dodici giovani, di età compresa tra i 19 e i 39 anni, sono stati denunciati per furti consumati, tentati e ricettazione in concorso. Tra loro, 11 di nazionalità romena e un cittadino albanese.

Il maxi-furto di fitofarmaci e il bottino recuperato

Il caso ha preso avvio con il furto di un grande quantitativo di fitofarmaci dal Consorzio Agrario di Caldiero, a cui si sono aggiunti furti di rame e ferro semilavorati, scoperti in un magazzino in provincia di Cremona.

La banda era ben organizzata e utilizzava strumenti professionali per smontare e ricettare la merce rubata. Tra gli oggetti sequestrati, figurano anche documentazioni contabili che dimostrano transazioni illecite di rame e componentistica elettronica.

L’indagine sui furti di componenti per trattori

Le indagini, iniziate nell’ottobre 2024, hanno portato alla luce un’attività illecita particolarmente sofisticata. I ladri si concentravano su impianti di guida satellitare utilizzati nei trattori agricoli per lavorazioni automatizzate. Si tratta di dispositivi tecnologicamente avanzati e di alto valore economico, che consentono ai mezzi di muoversi autonomamente nei campi, semplificando le operazioni agricole.

I furti, avvenuti in aziende agricole del Piacentino, sono stati documentati grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e al monitoraggio delle targhe. Gli stessi indagati sono stati collegati ad almeno 13 episodi di furto o tentato furto nelle province di Cremona, Parma, Mantova, Reggio Emilia e Lodi.

La banda e il modus operandi

Gli indagati agivano in modo coordinato, spostandosi indisturbati con i propri mezzi. Grazie all’attenta sorveglianza del territorio, i carabinieri hanno individuato i luoghi in cui la banda operava e i depositi in cui la merce rubata veniva immagazzinata e smistata. L’uso di strumenti specializzati, come la macchina per sguainare cavi, dimostra un elevato livello di preparazione e un’organizzazione mirata al massimo profitto.

Un’operazione che mette fine a una lunga serie di furti

Con la denuncia dei 12 giovani, l’attività della banda è stata interrotta, restituendo parte del bottino ai legittimi proprietari. L’operazione ha dimostrato l’importanza di un’attenta collaborazione tra le forze dell’ordine e il territorio, permettendo di contrastare un fenomeno criminale che aveva colpito duramente aziende agricole e consorzi locali.

Redazione

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