Chi è Filippo Turetta? “Il 23enne è un ragazzo disturbato” dicono dal carcere

Un giovane detenuto con gravi problemi psicologici: il racconto della sua vita dietro le sbarre

Filippo Turetta

Filippo Turetta, 23 anni, si trova rinchiuso nella sezione più temuta del carcere di Montorio a Verona, quella riservata ai detenuti responsabili di crimini gravissimi, come omicidi e violenze sessuali. Le immagini e le testimonianze provenienti dall’istituto penitenziario raccontano di un ragazzo profondamente provato, con evidenti fragilità psicologiche.

Il giovane ha ascoltato in silenzio la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo, rimanendo impassibile anche durante il viaggio di ritorno verso il carcere, dove ha trascorso la prima notte con la prospettiva di un futuro dietro le sbarre. Turetta condivide la cella con altri detenuti, ma non partecipa ad attività lavorative, poiché nella “terza sezione” non sono previste. Le sue giornate trascorrono lentamente, scandite da poche attività: studia inglese, legge libri e sembra che stia imparando a suonare uno strumento musicale, forse con l’intenzione di unirsi alla band dell’istituto.

La sezione in cui è detenuto non gode di alcuna simpatia tra gli altri reclusi. Durante l’ora d’aria, infatti, i prigionieri delle altre sezioni si dedicano spesso a insulti e fischi rivolti ai detenuti della “terza”. Con il tempo, tuttavia, l’attenzione mediatica che aveva accompagnato Turetta all’inizio si è affievolita, trasformando le sue giornate in una routine simile a quella degli altri detenuti.

Le visite seguono regole precise: i familiari possono incontrarlo solo in specifici giorni del mese, previo appuntamento via e-mail. Tuttavia, negli ultimi tempi, i suoi incontri con i genitori e il fratello sono stati sporadici.

Dal carcere, una fonte osserva: Il vero peso per lui non sarà l’ergastolo, ma la consapevolezza di ciò che ha fatto”. Queste parole sottolineano come la punizione più grande per Turetta sia il confronto con le proprie azioni e le loro conseguenze. Questa è la realtà di un giovane che, pur vivendo nel silenzio e nell’isolamento, è chiamato ogni giorno a fare i conti con un futuro segnato da una condanna irreversibile.

 

Redazione

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