Durante l’incontro, organizzato a Palazzo Barbieri, amministratori locali e associazioni hanno analizzato un fenomeno che nel solo territorio scaligero ha raggiunto 2 miliardi di euro di spesa annuale, sottolineando l’urgenza di interventi coordinati per arginare questa vera e propria piaga sociale.
Numeri impressionanti e impatti economici
Secondo i dati presentati da Maurizio Framba di Federconsumatori Verona, nella provincia sono installati 5611 dispositivi per il gioco d’azzardo (1396 nella sola città di Verona), e circa 905 esercizi commerciali ospitano attività legate all’azzardo. In confronto, la spesa pubblica comunale prevista per il 2025 ammonta a 361 milioni di euro, evidenziando come le risorse destinate al gioco superino di gran lunga quelle impiegate per servizi essenziali come istruzione e sanità.
Il Veneto, con 8,4 miliardi di euro spesi nel 2023 tra gioco fisico e online, riflette un problema nazionale che vede il gioco d’azzardo avvicinarsi ai 150 miliardi di euro di raccolta complessiva.
Le conseguenze sociali e sanitarie
Il gioco d’azzardo non è solo una questione economica, ma ha profonde ripercussioni sulla salute. «L’ULSS scaligera ha preso in carico circa 220 giocatori, ma i numeri reali sono certamente più alti, poiché molte dipendenze restano nascoste», ha affermato Marco De Pasquale di Avviso Pubblico.
L’impatto psicologico e finanziario del gioco d’azzardo colpisce in particolare le famiglie delle fasce sociali più deboli, spesso residenti in quartieri dove la concentrazione di punti di gioco è maggiore.
Il ruolo della criminalità organizzata
Come evidenziato da Giulia Migneco di Avviso Pubblico, il settore del gioco d’azzardo è terreno fertile per le infiltrazioni mafiose, che lo sfruttano per riciclare denaro e sviluppare mercati paralleli illegali. La creazione di società con sede nei paradisi fiscali e l’utilizzo di esperti informatici alimentano un sistema opaco e difficilmente controllabile.
La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha documentato come le organizzazioni criminali considerino il gioco d’azzardo un’attività redditizia e con rischi giudiziari contenuti, rendendolo un settore strategico per i loro affari.
Buone pratiche e interventi locali
Durante il convegno, è stato evidenziato come i comuni possano adottare normative più rigide e promuovere campagne di prevenzione per ridurre l’impatto del gioco d’azzardo. L’assessora Stefania Zivelonghi ha sottolineato l’importanza di intervenire in modo mirato nei quartieri più esposti, adottando strategie che arginino il fenomeno e proteggano le fasce più vulnerabili della popolazione.
Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha invece richiamato l’attenzione sul legame tra gioco d’azzardo, sport e giovani, sottolineando la necessità di educare e sensibilizzare le nuove generazioni su un problema che rischia di minare il loro futuro.
Una sfida complessa
La crescita esponenziale del gioco d’azzardo richiede risposte immediate e coordinate tra enti locali, associazioni e governo nazionale. L’intreccio tra dipendenze, economia sommersa e infiltrazioni mafiose rappresenta una delle sfide più delicate per il territorio veronese e per l’Italia intera.
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La cosa ridicola è che poi ci sono media che pubblicano articoli anche per vincite modeste contribuendo in questo modo a pubblicizzare i giochi il tutto nel silenzio di un inutile congrega come l’ ordine dei giornalai