Martedì scorso, la sala polifunzionale dell’ospedale di Marzana a Verona ha ospitato un convegno cruciale per discutere della “Prevenzione e gestione degli atti di violenza e delle aggressioni verbali e/o fisiche a danno degli operatori sanitari nell’Azienda ULSS 9 Scaligera”. L’evento, promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’Azienda Sociosanitaria, ha affrontato un tema drammaticamente attuale: gli episodi di violenza che colpiscono medici, infermieri, paramedici e operatori socio-sanitari (OSS). Questi atti, sempre più frequenti, non solo danneggiano i professionisti, ma minano l’intero sistema sanitario.
Durante il convegno, sono state illustrate le ultime statistiche relative agli atti di violenza, le normative vigenti, recentemente aggiornate, le cause sociali che alimentano questo fenomeno, e le misure preventive adottate a livello nazionale, regionale e aziendale, con un focus particolare sulla formazione del personale sanitario.
“La nostra azienda – ha dichiarato il direttore Generale dell’ULSS 9, Patrizia Benini – ha sempre prestato grande attenzione a questo problema. Anche quando l’aggressione non sfocia in violenza fisica, ma resta verbale, siamo di fronte a un problema culturale che deve essere affrontato. È fondamentale investire in informazione, prevenzione e nella costruzione di una cultura di rispetto. Gli operatori sanitari non sono solo professionisti altamente qualificati, ma svolgono un servizio pubblico fondamentale per la collettività. Un’aggressione nei loro confronti danneggia l’intera comunità”.
Un tema che è stato condiviso anche dal Prefetto di Verona, Demetrio Martino, il quale ha sottolineato che “è inaccettabile che chi si dedica alla cura degli altri venga aggredito o minacciato. Questi atti sono reati che non possono rimanere impuniti”. A tal proposito, è stato recentemente approvato un decreto che estende il periodo di arresto in flagranza, arrivando fino a 48 ore dopo l’incidente, consentendo un intervento tempestivo anche grazie all’uso di videosorveglianza.
Gaspare Crimi, direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ULSS 9 e presidente del Comitato Unico di Garanzia, ha ricordato che “come cittadini, prima ancora che come professionisti, è nostro dovere contribuire a contrastare la violenza, che ha radici profonde nella società civile”.
L’incontro ha visto anche gli interventi di esperti del settore, tra cui Stefano Kusstatscher, Direttore sanitario di Azienda Zero, Denise Signorelli, Direttore sanitario ULSS 9 e responsabile scientifico dell’evento, e Laura Calafà, Ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Verona. A loro si sono uniti specialisti dell’ULSS 9, psicologi, neurologi e ricercatori, che hanno analizzato il fenomeno della violenza sugli operatori sanitari da diverse prospettive. Un momento significativo è stato rappresentato anche dalla messa in scena di atti di violenza simulati, in cui alcuni dipendenti dell’ULSS 9 hanno interpretato situazioni realistiche di aggressione, per sensibilizzare i partecipanti e stimolare il dibattito.
L’evento ha ribadito con forza l’importanza di un cambiamento culturale che parta dalla società, passando attraverso la formazione, l’informazione e il supporto alle forze di sicurezza, per garantire che gli operatori sanitari possano continuare a svolgere il loro ruolo essenziale in sicurezza.
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