Il recupero di risorse legato all’evasione fiscale è aumentato notevolmente nel Veronese, con un incremento del 55,4% nel 2023 rispetto all’anno precedente. I 98.152 euro incassati nel 2023 segnano una netta crescita rispetto ai 63.172 euro del 2022, segnando un trend positivo in un contesto regionale che, invece, evidenzia difficoltà nel recupero delle somme evase.
A livello regionale, l’utilizzo degli strumenti di riscossione previsti dal decreto legge 203/2005 non è diffuso in modo omogeneo. Nonostante un aumento del numero di Comuni impegnati nell’azione di recupero, i risultati finanziari sono tutt’altro che brillanti. Nel 2023, 31 Comuni hanno partecipato al recupero di tasse e tributi, con un aumento di 12 unità rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il totale delle somme recuperate in tutta la regione è di soli 152.873 euro, con un calo del 17,2% rispetto al 2022. L’importo totale, che nel 2018 superava il milione di euro, segna un drastico declino.
Veronese in controtendenza
Nel Veronese, la situazione è decisamente diversa. La provincia si distingue per un significativo incremento delle risorse recuperate e per il numero crescente di amministrazioni comunali che partecipano al programma di recupero. I 12 Comuni che nel 2023 hanno aderito all’iniziativa rappresentano una forte crescita rispetto ai soli 5 del 2022. Tra questi, spicca Verona, che continua a essere una delle amministrazioni più attive in questo ambito, con un’importante attività di contrasto all’evasione fiscale.
L’operato dei Comuni veronesi ha avuto un impatto tangibile, con amministrazioni come Bussolengo, Boschi Sant’Anna e Cerea che hanno iniziato a vedere i frutti della collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. Bussolengo, in particolare, ha ottenuto circa 25mila euro nel 2023, un risultato significativo che si inserisce in un contesto di costante monitoraggio e verifica delle segnalazioni fiscali.
Il decreto legge 203/2005 permette agli enti locali di partecipare all’accertamento fiscale, collaborando con l’Agenzia delle Entrate per identificare attività non dichiarate, costruzioni abusive o evasione delle imposte. I Comuni che adottano questi strumenti hanno diritto a trattenere il 50% dei proventi derivanti da tale attività (una percentuale che in passato era del 100%). Queste risorse possono essere utilizzate per finanziare iniziative sociali e di welfare, a favore di anziani e famiglie in difficoltà.
I limiti e le difficoltà nel recupero delle risorse
Nonostante i progressi fatti da alcuni Comuni, i dati relativi al recupero in Veneto rimangono preoccupanti. Solo una piccola parte delle amministrazioni locali sfrutta appieno le potenzialità offerte dalla norma, con il 5,5% dei Comuni impegnati nel recupero delle risorse. In molti casi, l’importo incassato risulta esiguo e non sempre corrisponde a una gestione ottimale degli strumenti di riscossione.
Alcuni Comuni, come Villafranca, non hanno registrato alcun recupero nel 2023, nonostante la firma dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate. Il vicesindaco di Villafranca, Riccardo Maraia, ha spiegato che i ritardi nei pagamenti e l’entità ridotta degli importi sono dovuti a un’accurata gestione fiscale sul territorio, che ha limitato la possibilità di individuare evasori.
Un impegno crescente nel contrasto all’evasione
Il caso di Bussolengo, che ha visto per la prima volta un risultato rilevante con quasi 25mila euro recuperati nel 2023, dimostra come l’impegno delle amministrazioni locali possa fare la differenza. Il sindaco Roberto Brizzi ha sottolineato che, nonostante i tempi lunghi necessari per avviare il recupero delle risorse, l’amministrazione comunale ha lavorato intensamente nel recupero delle tasse locali come Imu e Tari, riuscendo a incassare, dal 2020 al 2022, oltre 1,8 milioni di euro.
L’esperienza di Bussolengo mette in evidenza come, anche a livello locale, l’efficacia della riscossione dipenda da un continuo e scrupoloso impegno delle amministrazioni comunali. La lotta contro l’evasione, purtroppo, si scontra con la difficoltà di fare rete e la scarsa partecipazione di molti Comuni. Se da un lato i numeri nel Veronese sono in crescita, il quadro regionale continua a evidenziare ampie aree di inefficienza.
Conclusioni
Nonostante il trend positivo nel Veronese, i dati complessivi sul recupero delle imposte in Veneto suggeriscono la necessità di un maggiore impegno da parte delle amministrazioni locali nell’utilizzo degli strumenti di riscossione. Le risorse recuperate rappresentano una fonte importante di finanziamento per iniziative locali, in particolare per il sostegno alle fasce più deboli della popolazione. Tuttavia, la scarsità di Comuni impegnati in questa lotta fiscale evidenzia la necessità di politiche più incisive per sfruttare appieno il potenziale della legge 203.
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