Lunedì 1 dicembre, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Verona per presiedere un Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, ospitato nei Palazzi Scaligeri. L’obiettivo principale sarà affrontare le richieste di maggiore attenzione al contrasto alla criminalità organizzata e al potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio.
Le richieste del territorio veronese
Il Comitato sarà presieduto dal prefetto Demetrio Martino e vedrà la partecipazione delle principali istituzioni locali. Al centro del dibattito vi saranno le richieste già avanzate negli scorsi mesi, tra cui l’assegnazione di un magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) alla Procura della Repubblica di Verona e l’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
Questa richiesta era stata formalizzata lo scorso giugno con una lettera sottoscritta dai 98 Comuni della provincia di Verona, consegnata direttamente a Roma dal sindaco Damiano Tommasi e dai rappresentanti provinciali. Tale iniziativa è stata definita storica per la rapidità e l’unità d’intenti dimostrata dalle amministrazioni locali.
Sicurezza e organici delle forze dell’ordine
Un altro tema cruciale sul tavolo sarà il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine, inclusi Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale. La città di Verona, destinata a essere un polo attrattivo in vista dei grandi eventi come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, richiede un adeguato presidio per prevenire reati predatori e attività illecite legate allo spaccio.
Nonostante il riconoscimento di Verona come città metropolitana, il territorio continua a soffrire di una carenza di risorse. Le autorità locali chiederanno un adeguamento del personale per rispondere alle sfide legate al crescente turismo e all’attrattività della città.
Verso una strategia condivisa
L’incontro con il ministro sarà anche l’occasione per ribadire l’importanza di una collaborazione tra le diverse istituzioni locali e nazionali. Verona punta a consolidare il proprio ruolo nella lotta alla criminalità organizzata e nella gestione della sicurezza pubblica, ponendosi come esempio di coesione tra enti.
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Il tutto si spera sia subordinato alle dimissioni o revoca delle deleghe della Zivelonghi e di Buffolo