Nei bilanci dei Comuni veronesi, capoluogo compreso, si accumulano 471 milioni di crediti attivi, ma 191 milioni restano solo sulla carta. Queste cifre, elaborate da Spi Cgil Veneto e tratte dai bilanci ufficiali pubblicati dal Ministero dellโEconomia e delle Finanze, evidenziano lโimpatto dellโevasione e della difficoltร di riscossione su welfare e servizi pubblici.
Lโorigine del problema
Tra i crediti di dubbia esigibilitร rientrano multe stradali non pagate, Imu e oneri di urbanizzazione mai versati, imposte evase e tributi ancora da recuperare. Per far fronte a queste mancate entrate, ogni Comune deve accantonare un fondo crediti di dubbia esigibilitร (FCDE), che copre le somme difficilmente recuperabili. Questo sistema garantisce la stabilitร finanziaria, evitando dissesti, ma sottrae risorse utili a investimenti e servizi.
Il caso di Verona
Nel capoluogo, i crediti attivi ammontano a 180 milioni di euro, ma oltre la metร , 90 milioni (50,28%), รจ classificata come difficilmente esigibile. Nei restanti 97 Comuni della provincia, il totale รจ di 291 milioni, di cui 120 milioni presentano lo stesso problema.
A livello individuale, ogni cittadino veronese ha un โdebito virtualeโ di 206,74 euro, con punte molto piรน alte in Comuni come Legnago (600 euro pro capite), Sanguinetto (502 euro) e Torri del Benaco (472 euro).
Differenze tra i Comuni
La situazione non รจ omogenea:
- Comuni come Brenzone, Sorgร e Povegliano hanno crediti attivi esigui e senza particolari difficoltร di recupero.
- Invece, centri maggiori come Villafranca registrano 2,9 milioni di crediti attivi, di cui il 34% difficilmente riscuotibile, mentre a Legnago il dato raggiunge 15,4 milioni, pari al 60,42% dei crediti totali.
Le cause della mancata riscossione
Secondo Carlo Rapicavoli, direttore generale di Anci e Upi Veneto, le difficoltร di riscossione derivano principalmente da:
- Carenza di personale qualificato per gestire le procedure.
- Complessitร amministrative, con procedure esecutive che possono durare anni.
- Un ventaglio troppo ampio di tributi da recuperare, dalle tasse scolastiche alle affissioni pubblicitarie.
Una questione regionale
A livello veneto, i crediti di dubbia esigibilitร ammontano a 1,37 miliardi di euro nel 2023, un aumento significativo rispetto ai 850 milioni del 2022 (+36%). Questa crescita riflette alti livelli di evasione, aggravati da condoni e rottamazioni che disincentivano il rispetto delle scadenze fiscali.
Soluzioni possibili
Per migliorare la situazione, gli esperti propongono:
- Incrocio delle banche dati tra agenzie e istituzioni per identificare i debitori.
- Semplificazione amministrativa per velocizzare le procedure.
- Miglioramento dei sistemi di pagamento online per facilitare i contribuenti.
Queste riforme potrebbero alleggerire il peso sui bilanci comunali, liberando risorse preziose per investimenti e servizi.
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