La multiutility Agsm Aim, nata dall’unione delle società di Verona e Vicenza, si posiziona come capofila in una sfida strategica per il futuro energetico del Veneto: acquisire il controllo di una parte delle reti elettriche e degli impianti idroelettrici della regione. Questa operazione potrebbe cambiare gli equilibri di un settore dominato da colossi come Enel, le cui concessioni scadranno tra il 2029 e il 2030.
Una strategia di collaborazione regionale
Il presidente di Agsm Aim, Federico Testa, ha avviato un dialogo con attori locali e regionali per costruire una strategia comune. Coinvolti nella discussione sono i sindaci di Verona e Vicenza, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai, oltre all’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato e il presidente di Anci Veneto, Mario Conte. L’obiettivo è presentare, insieme alla trevigiana Ascopiave, un’offerta competitiva per i futuri bandi di gara.
Tempistiche e opportunità
I criteri per i bandi di rinnovo saranno definiti già nel 2025, rendendo essenziale un’azione coordinata e tempestiva. Le concessioni per gli impianti idroelettrici scadranno nel 2029, mentre quelle relative alla distribuzione energetica nel 2030. La sfida è duplice: garantire l’autonomia energetica del Veneto e portare benefici tangibili, come un possibile contenimento delle bollette per famiglie e aziende.
Il sostegno trasversale e le ambizioni
La proposta di Agsm Aim ha raccolto consensi trasversali. Franco Bonfante, segretario del Partito Democratico di Verona, ha sottolineato il valore di un approccio inclusivo, capace di garantire ricadute positive per i territori in difficoltà. Anche il movimento civico Traguardi si è espresso favorevolmente, evidenziando come questa operazione possa rappresentare una straordinaria occasione di crescita industriale e competitività per Verona e per l’intero Veneto.
Una sfida per il futuro
Con Agsm Aim al timone, il Veneto punta a diventare protagonista del proprio sistema energetico. La gestione autonoma delle reti elettriche e idroelettriche rappresenta un’opportunità strategica per lo sviluppo regionale. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di tutti gli attori istituzionali di superare divisioni politiche e lavorare insieme per un obiettivo comune.
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