Nella serata del 4 novembre, i militanti del movimento Centopercentoanimalisti hanno organizzato una protesta simbolica davanti agli stabilimenti dell’azienda farmaceutica Aptuit, situati in via Fleming a Verona, per chiedere la fine della sperimentazione animale e la liberazione di circa 1600 cuccioli di beagle. I manifestanti hanno indossato tute da laboratorio e maschere da diavoli, accendendo fumogeni rossi e issando uno striscione provocatorio con la scritta “Dr. Death go home”.
Una protesta scenografica contro la sperimentazione animale
Secondo quanto riportato da Centopercentoanimalisti, i partecipanti sarebbero riusciti a lasciare il luogo della protesta prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, allertate dalla sicurezza dell’azienda. Il messaggio di protesta si è concentrato sulla critica alle pratiche di sperimentazione animale di Aptuit, descrivendo gli esperimenti come “ingiustificabili” e denunciando il presunto arrivo di 1600 cuccioli di beagle che sarebbero destinati ai test di laboratorio.
L’uso dell’icona negativa di “Dr. Death”
Nella nota diffusa dal movimento, si fa riferimento alla controversa figura del neurochirurgo statunitense Christopher Duntsch, noto come “Dr. Death”, per il quale è stata utilizzata una metafora per denunciare quella che gli attivisti definiscono la “falsa scienza” praticata a fini di profitto. La figura di Duntsch viene quindi adottata simbolicamente per rappresentare un sistema di ricerca che, secondo il movimento, violerebbe i principi etici e umanitari fondamentali.
Appello al consiglio di Stato e al TAR per fermare la sperimentazione
Centopercentoanimalisti ha sottolineato che per fermare la sperimentazione è necessaria una maggiore pressione dell’opinione pubblica sulle istituzioni. In particolare, il movimento fa appello al consiglio di Stato, chiamato a esprimersi il 21 novembre sulla possibilità di prorogare i permessi per la sperimentazione e al TAR, che si pronuncerà a gennaio 2025 sulla questione.
La reazione di Aptuit e la controversia sul futuro dei beagle
La protesta è solo l’ultima di una serie di azioni portate avanti dagli attivisti contro l’azienda farmaceutica, coinvolta da tempo in polemiche per l’uso di animali nelle sue ricerche. Aptuit, specializzata in sperimentazioni pre-cliniche e farmaceutiche, ha spesso difeso il proprio operato dichiarando che i test sugli animali sono condotti nel rispetto delle normative vigenti e sono necessari per garantire la sicurezza dei farmaci. Tuttavia, gli attivisti contestano che tali pratiche siano etiche e giustificate, soprattutto nei casi in cui si impiegano animali giovani e di razze specifiche come i beagle, scelti per la loro docilità.
L’importanza della pressione pubblica e il sostegno agli attivisti
Il movimento animalista insiste sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al tema della sperimentazione animale e chiede ai cittadini di esercitare pressione sulle istituzioni per fermare queste pratiche. Attraverso azioni dimostrative come quella del 4 novembre, Centopercentoanimalisti intende attirare l’attenzione sui rischi e sulle sofferenze che, a loro dire, sarebbero inflitte agli animali, portando avanti la causa anche attraverso il sostegno di altre associazioni ambientaliste e animaliste.
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