Il rapporto annuale Ecosistema Urbano, stilato da Legambiente con il contributo di Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, ha nuovamente posizionato Verona tra le città italiane con performance ambientali mediocri, senza significativi miglioramenti rispetto agli anni precedenti. Mentre Reggio Emilia, Trento e Parma primeggiano nella classifica dei 106 capoluoghi, Verona rimane nella parte bassa, con un punteggio che sottolinea la necessità di interventi incisivi per migliorare mobilità sostenibile, raccolta differenziata, qualità dell’aria e disponibilità di verde pubblico.
Indicatori di performance e criticità per Verona
Ecosistema Urbano utilizza 20 indicatori, che includono dati su aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia, con l’obiettivo di valutare la qualità della gestione ambientale cittadina. Ecco i principali risultati emersi per Verona:
- Qualità dell’aria: i livelli di PM10 e PM2.5 restano elevati, con una media annuale di 31,5 μg/mc per il PM10 e 19,8 μg/mc per il PM2.5, superando di gran lunga le soglie raccomandate dall’OMS.
- Consumi idrici: Verona mostra un consumo idrico di 162 litri per abitante al giorno, superiore alla media nazionale di 147 litri e invariato da tre anni.
- Rifiuti: la produzione pro-capite di rifiuti urbani è salita a 501 kg per abitante, mentre la raccolta differenziata si attesta a un insoddisfacente 51,5%, ben al di sotto della media nazionale del 64,2%.
- Mobilità: se da un lato il numero di viaggi per abitante annuo nel trasporto pubblico è aumentato a 156, dall’altro l’offerta di trasporto pubblico si è ridotta a 24 vetture-chilometro per abitante all’anno. Il tasso di motorizzazione è in aumento, con 66 auto ogni 100 abitanti.
- Verde urbano: la disponibilità di verde pubblico a Verona si ferma a 27 mq per abitante, meno della metà della media nazionale (53 mq)
Reazioni e progetti per il futuro
L’assessore all’ambiente di Verona, Tommaso Ferrari, ha dichiarato che la posizione in classifica non sorprende e riflette criticità storiche che richiedono interventi strutturali. Ferrari ha evidenziato che sono stati avviati progetti come la costruzione di 25 km di nuove piste ciclabili, aree pedonali, una filovia e interventi di rigenerazione urbana. Tuttavia, il cambiamento richiederà tempo e un impegno costante. «Siamo determinati a proseguire con le opere e gli interventi pianificati», ha affermato Ferrari, convinto che l’appoggio dei cittadini e delle associazioni locali sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.
Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona, ha espresso perplessità per l’immobilismo che caratterizza Verona nella gestione ambientale. Martinelli ha ricordato che, oltre a migliorare il verde pubblico e limitare il consumo di suolo, la città deve affrontare il problema del trasporto pubblico, ostacolato dalla scarsità di risorse regionali. Con il taglio di 30 milioni di euro al trasporto locale nel Veneto, la situazione rischia di peggiorare. L’amministrazione dovrà accelerare l’attuazione del Piano urbano della mobilità sostenibile, con progetti che includano il ripristino di vecchie linee ferroviarie nelle periferie.
Verona tra presente e futuro: l’importanza della sostenibilità
Legambiente sottolinea l’urgenza per Verona di implementare il nuovo Piano di Assetto del Territorio, concentrandosi sulla rigenerazione urbana per risolvere problemi di degrado e migliorare la vivibilità. La creazione di spazi verdi, come il Parco allo Scalo, è ritenuta cruciale, così come la definizione di un sistema di gestione dei parchi urbani. In questo contesto, l’investimento in un sistema di trasporto pubblico efficiente è considerato altrettanto fondamentale per ridurre l’uso dell’auto privata e le emissioni cittadine.

La classifica Ecosistema Urbano e i dati riferiti al 2023 rappresentano quindi un richiamo per Verona a intensificare gli sforzi per diventare una città sostenibile e più vivibile, affrontando le sfide ambientali con una politica coraggiosa e lungimirante.
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