Il Lungadige delle Regaste San Zeno ha da ieri un nuovo nome: riva Licisco Magagnato. Questo riconoscimento onora uno dei più grandi intellettuali che ha dedicato la sua vita alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio artistico di Verona. Una targa commemorativa è stata posta in un punto panoramico dove la vista sul Museo di Castelvecchio e sul ponte risulta particolarmente suggestiva, ricordando il ruolo cruciale che Magagnato ha avuto nella storia artistica della città.
Nato a Vicenza ma profondamente legato a Verona, Magagnato nel 1955 prese le redini dei musei veronesi, mantenendo la direzione per ben 31 anni. Tra i suoi maggiori contributi c’è l’incarico affidato a un giovane Carlo Scarpa per il restauro del Castelvecchio, una scelta che segnò un’epoca e un esempio pionieristico nella museografia contemporanea.
Definirlo semplicemente uno storico dell’arte sarebbe riduttivo: Magagnato fu un visionario che ha dato nuova vita al panorama artistico veronese. Tra le sue intuizioni più celebri, la collocazione aerea della statua equestre di Cangrande della Scala, una delle opere più rappresentative del museo. Sotto la sua guida, non solo il Museo di Castelvecchio fu restaurato, ma anche il Museo Lapidario Maffeiano, la Galleria d’Arte Moderna a Palazzo Forti e il Museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta, creando un percorso museale di straordinaria importanza.
Magagnato fu anche protagonista di numerose esposizioni e mostre, contribuendo con studi e ricerche che ancora oggi rappresentano pietre miliari nella storia dell’arte veronese. Le sue opere sono state raccolte in un volume pubblicato postumo nel 1991, quattro anni dopo la sua morte avvenuta nel 1987 a Venezia, dove si trovava per una consulenza.
Come sottolineato dall’assessora alla Cultura, Marta Ugolini, l’intitolazione del lungadige a Magagnato rappresenta un segno di gratitudine verso un uomo che ha rivoluzionato i musei veronesi e creato connessioni tra il patrimonio locale e le realtà artistiche di tutto il paese. Federico Benini, assessore ai Servizi demografici, ha evidenziato come questa intitolazione sia un tributo doveroso a colui che ha reso possibile la creazione di un percorso museale così ricco e completo.
Magagnato non fu solo un uomo di cultura, ma anche un attivo protagonista della vita politica, prima durante la Resistenza vicentina e poi come membro del Partito d’Azione e del Partito Repubblicano. Nel 1974 contribuì alla nascita del ministero dei Beni Culturali e, tre anni più tardi, fu nominato vicepresidente del Comitato di settore per i beni artistici e storici. Oltre alla sua attività museale, fu professore di Storia dell’Arte presso l’Università di Padova e Verona, dove lasciò un segno indelebile anche nell’insegnamento.
Negli anni, Magagnato curò una serie di esposizioni di rilevanza nazionale e internazionale, con temi che spaziavano dall’arte medievale a quella contemporanea. Tra le più celebri si ricordano “Da Altichiero a Pisanello” (1958), “Dante e Verona” (1965) e “Carlo Scarpa a Castelvecchio” (1982).
Con questa intitolazione, la città di Verona rende omaggio a un uomo che ha contribuito in modo decisivo alla crescita culturale e artistica della città, lasciando un’eredità che ancora oggi è visibile e fruibile da tutti.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.