Un giovane di 25 anni è stato sorpreso durante l’esame per la patente con una telecamera nascosta nella manica e un nano-auricolare nell’orecchio, collegato a un suggeritore esterno. Nonostante i sofisticati dispositivi, il ragazzo non è riuscito a superare l’esame, sbagliando diverse risposte. L’intervento del Laboratorio Analisi Documentali (LAD) della Polizia Locale e dei funzionari della Motorizzazione ha permesso di scoprire il trucco, e un medico otorinolaringoiatra è dovuto intervenire per rimuovere l’auricolare, talmente piccolo da richiedere un’operazione specializzata.
Il racket delle “patenti facili”
Questo caso fa parte di un fenomeno più ampio, in cui organizzazioni criminali offrono supporto tecnologico a candidati disposti a pagare tra i 3.000 e i 5.000 euro per superare l’esame di guida. Grazie alla stretta collaborazione tra la polizia locale e gli ispettori degli esami, questo racket è stato parzialmente smantellato. Il 25enne è stato denunciato per falso ideologico e materiale e per falsa attribuzione di lavoro.
Furbetti anche nella ZTL
Oltre ai casi di frode legati alle patenti, la Polizia Locale di Verona ha smascherato anche un autotrasportatore che, per accedere alla ZTL (Zona a Traffico Limitato), ha oscurato parte della targa del suo veicolo con nastro adesivo. L’autista, privo del permesso necessario, è stato individuato dalle numerose telecamere presenti nel centro cittadino e denunciato per occultamento di atto pubblico. Inoltre, nel solo mese di settembre, sono stati emessi 31 verbali per accessi contromano in ZTL, con oltre 130 punti patente decurtati.
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