Nel piccolo comune di Garda, si sono diffuse molte voci riguardo alla vendita dell’impianto Gardacqua. Il sindaco, Davide Bendinelli, ha voluto mettere fine alle speculazioni con una dichiarazione ufficiale, specificando che non si tratta della vendita dell’immobile, bensì del diritto di superficie. Sebbene la questione sia legata a una complicata controversia legale con l’Istituto Medio Credito Trentino, il primo cittadino ha voluto chiarire la situazione: “Comprendo che possa essere un argomento complesso”, ha affermato Bendinelli, facendo riferimento agli anni trascorsi e alle numerose vicende giudiziarie che hanno caratterizzato questa storia lunga 19 anni.
Un viaggio iniziato nel 2005
Tutto ha avuto inizio nel 2005 con i lavori di costruzione dell’impianto situato in via Salaorni a Garda, inaugurato nel 2008. Nel 2013, però, la situazione si è aggravata con il fallimento della società Garda Acquapark srl, titolare del diritto di superficie della durata di 28 anni, il cui 98% era detenuto dalla società Atzwanger di Bolzano. A seguito del fallimento, il tribunale di Verona ha programmato un’asta per il 6 novembre, durante la quale sarà messo in vendita proprio il diritto di superficie dell’impianto, con una base d’asta fissata a 360.000 euro e un’offerta minima di 270.000 euro da presentare entro il 5 novembre.
Un contenzioso complesso
Bendinelli ha spiegato che il contenzioso con Mediocredito Trentino, l’ente che ha finanziato la costruzione dell’impianto, è alla base della situazione attuale. Poiché il terreno su cui sorge Gardacqua è di proprietà comunale, è stato necessario iscrivere un’ipoteca sul diritto di superficie, che ha la stessa durata della convenzione, ossia 28 anni. Anche se il diritto di superficie è stato restituito al Comune a causa del fallimento della Garda Acquapark srl, il Tribunale ha stabilito che l’ipoteca rimarrà valida fino alla scadenza naturale della convenzione, rendendo quindi necessaria l’asta.
La gestione e le altre complicazioni legali
L’asta permetterà alla banca di recuperare parte del finanziamento concesso per la realizzazione del centro. Tuttavia, la situazione per l’amministrazione comunale era ancora più complicata fino a poco tempo fa: i curatori fallimentari della Garda Acquapark srl avevano richiesto oltre 11 milioni di euro al Comune per arricchimento senza causa, sostenendo che la restituzione anticipata dell’impianto violasse gli accordi iniziali. Fortunatamente, il Tribunale ha stabilito che la risoluzione della convenzione è stata causata dal fallimento del gestore, esonerando il Comune da ogni responsabilità finanziaria.
Una gestione di successo
La gestione dell’impianto è passata nel 2014 alla società Sport Management, sostituita successivamente dalla “In Sport” di Vimercate, che ha preso in carico l’impianto dopo un ulteriore contenzioso legale. “Voglio ringraziare i gestori attuali per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo”, ha dichiarato il sindaco Bendinelli. “I numeri stanno crescendo sia in termini di servizi che di presenze, e tutti stiamo lavorando per valorizzare questa importante struttura”.
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