La provincia di Verona ha visto un aumento dei reati denunciati, passando dal 26esimo al 22esimo posto nell’Indice della Criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore. Nel 2023, i reati registrati sono stati 3.910,5 ogni 100mila abitanti, in crescita rispetto ai 3.670,3 dell’anno precedente. Questo incremento ha sollevato preoccupazioni, soprattutto in un contesto dove la sicurezza continua a essere un tema di dibattito politico.
Più della metà dei reati denunciati non è stata commessa nel capoluogo, ma l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi ha spiegato che il peso della città di Verona, pur con un elevato flusso turistico, incide solo per il 46% sul totale dei reati provinciali. Questo dato, secondo Zivelonghi, potrebbe essere ridimensionato se si considerasse la presenza di turisti che ogni anno affollano la città. Aggiungendo i visitatori, il rapporto tra residenti e denunce risulterebbe più basso.
I reati più frequenti rimangono i furti, le truffe, le frodi e i danneggiamenti, tipici dei cosiddetti “reati di strada”. Tuttavia, Zivelonghi ha sottolineato che l’aumento delle denunce potrebbe anche essere letto come un segnale positivo di maggiore consapevolezza e fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini. L’incremento delle denunce potrebbe riflettere un maggior senso civico, con i cittadini più propensi a segnalare i crimini alle autorità.
Nonostante ciò, l’aumento dei reati ha portato l’amministrazione comunale a richiedere maggiori risorse per il potenziamento delle forze dell’ordine e della polizia locale. Durante un incontro a Roma con il ministro dell’Interno Piantedosi, il sindaco Damiano Tommasi e l’assessora Zivelonghi hanno ribadito la necessità di rafforzare la presenza sul territorio per far fronte al fenomeno crescente. La collaborazione tra Comune, Questura e forze dell’ordine è stata intensificata per mettere in atto azioni mirate a contrastare il fenomeno della microcriminalità.
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