A scuola senza zaino: l’esperimento innovativo di due classi veronesi

Le scuole primarie di Legnago e Angiari introducono un nuovo modello educativo senza zaino e cattedra, puntando sulla collaborazione e l'autonomia degli studenti

zaini da scuola studenti alunni

Due classi primarie di Legnago e Angiari sperimentano un modello educativo innovativo: l’aula senza zaino e cattedra. Questo approccio, parte della rete nazionale “Senza zaino, per una scuola comunità”, mira a favorire un’educazione collaborativa e partecipativa.

Un’aula senza zaino e senza cattedra, dove il tradizionale ordine di banchi e sedie viene sostituito da grandi tavoli condivisi, segna l’inizio di un esperimento educativo a Legnago e Angiari. In queste classi, il materiale scolastico, come penne e colori, resta a disposizione di tutti gli alunni e non viene riposto negli astucci personali, promuovendo così la condivisione e l’uso comune delle risorse. Gli alunni utilizzano solo leggere cartelline per trasportare il materiale essenziale per i compiti a casa, eliminando il peso degli zaini. Questo modello di scuola vuole stimolare l’autonomia e la responsabilità nei giovani studenti, sempre sotto la guida attenta degli insegnanti.

L’Istituto comprensivo 2 di Legnago, che comprende le scuole primarie Ettore Riello di Porto di Legnago e Francesco Dal Cer di Angiari, ha aderito alla rete “Senza zaino”, seguendo l’esempio di altre scuole in Italia. Questo progetto, nato in Toscana, si è diffuso in altre regioni italiane, puntando a un nuovo metodo didattico che sfida i modelli educativi tradizionali e si concentra su una formazione basata principalmente in aula. Nonostante l’assenza di zaini, gli alunni continueranno a utilizzare libri, tablet e lavagne multimediali, ma con un approccio diverso, che mira a renderli più indipendenti.

Il cuore del progetto è un insegnamento a gruppi, con spazi condivisi e un approccio più inclusivo. Le aule sono allestite con specifici arredi che sostituiscono banchi e cattedre con grandi tavoli. Ogni tavolo sarà dedicato a diverse attività didattiche, come la scrittura o il disegno, favorendo un ambiente dinamico di apprendimento. Inoltre, le aule comprendono un’area chiamata “Agorà”, dove gli alunni possono dialogare tra loro e con i docenti, confrontandosi sulle attività della giornata.

L’introduzione del progetto non sarebbe stata possibile senza il contributo delle amministrazioni comunali di Legnago e Angiari, che hanno investito nell’allestimento delle aule. La cancelleria e il materiale didattico sono stati acquistati collettivamente con il contributo delle famiglie e dei Comuni, e tutto viene condiviso tra gli alunni. Al posto dello zaino tradizionale, ogni bambino ha una piccola cartella, fornita dalla rete nazionale del progetto, che contiene il necessario per il lavoro a casa.

L’obiettivo principale del progetto è quello di responsabilizzare gli studenti e incoraggiarli a diventare protagonisti attivi del loro percorso di apprendimento. La partecipazione delle famiglie e delle comunità locali è fondamentale per creare un ambiente scolastico inclusivo, in cui la collaborazione è al centro del processo educativo. Questo metodo si propone di superare il tradizionale modello educativo, spesso incentrato sul ruolo dominante del docente, per creare un ambiente più democratico e partecipativo.

Per garantire il successo del progetto, è stata avviata anche una formazione specifica per gli insegnanti, che continuerà fino a febbraio 2025 e proseguirà anche negli anni successivi. Questo percorso formativo è essenziale per preparare i docenti a gestire efficacemente le dinamiche di classe senza cattedra e con un approccio più cooperativo.

Redazione

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