A Lugagnano di Sona, l’ex hotel Antico Termine, chiuso da tempo, sarà convertito in un Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) per migranti, accogliendo circa quaranta uomini di origine africana attualmente ospitati all’hotel Monaco di Verona. La gestione del centro sarà affidata alla cooperativa Spazio Aperto. I migranti, uomini di età compresa tra i 20 e i 40 anni, lavorano come facchini nelle aree industriali di Quadrante Europa e Zai.
Il sindaco di Sona, Gianfranco Dalla Valentina, ha manifestato perplessità riguardo alla decisione. Pur non opponendosi all’accoglienza, teme che la concentrazione di un numero così elevato di richiedenti asilo possa generare problemi gestionali e logistici, soprattutto per la carenza di trasporti pubblici nella zona di Lugagnano. Il primo cittadino avrebbe preferito una soluzione che prevedesse una distribuzione più equilibrata degli ospiti sul territorio, evitando possibili difficoltà derivanti da una gestione centralizzata.
Lugagnano ha già una certa esperienza nell’accoglienza dei migranti, grazie a Casa Iride, una struttura che dal 2017 ospita donne e bambini richiedenti protezione internazionale. Questo nuovo progetto amplifica il coinvolgimento della comunità nell’accoglienza, ma solleva interrogativi legati alle risorse locali e alla capacità del paese di affrontare nuove sfide logistiche.
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