Covid in aumento nel Veronese: gli esperti avvertono, «Ora nelle persone sane gli stessi effetti dell’influenza»

Nella provincia di Verona si registra un incremento dei contagi da Covid-19, seguendo una tendenza che si riscontra a livello nazionale

Nell’ultima settimana di monitoraggio, dal 22 al 28 agosto, i dati del Ministero della Salute hanno evidenziato un aumento dell’11% nei nuovi casi di infezione, con 15.200 nuovi positivi e 135 decessi in Italia. Anche se durante l’estate la diffusione del virus non ha destato particolari preoccupazioni, il rientro dalle vacanze, i viaggi e l’afflusso di turisti nelle ultime settimane di agosto potrebbero aver contribuito all’aumento dei casi.

Con l’imminente arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, gli esperti prevedono una maggiore circolazione del virus, favorita dal ritorno a temperature più basse e da una maggiore permanenza in ambienti chiusi. Tuttavia, come sottolinea il dottor Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia dell’Aoui e figura di rilievo durante la pandemia presso l’ospedale di Borgo Trento, il Covid-19 nelle persone sane tende ora a manifestarsi con sintomi simili a quelli dell’influenza.

Nonostante ciò, Micheletto mette in guardia dal minimizzare il problema, poiché, come l’influenza, anche il Covid-19 può essere mortale, specialmente per i soggetti più vulnerabili, come anziani e persone con patologie preesistenti. Per questo motivo, chiunque manifesti sintomi come febbre, dolori muscolari e mal di gola dovrebbe eseguire un test per il Covid e, in caso di positività, adottare misure di protezione per evitare il contagio delle persone più fragili. Il trattamento per chi risulta positivo rimane lo stesso: riposo, tachipirina e isolamento per evitare la diffusione del virus.

Nell’Azienda Ospedaliera di Verona, durante il mese di agosto sono stati ricoverati in media tre o quattro pazienti al giorno con diagnosi di Covid-19. Questi pazienti, per lo più anziani con altre patologie o immunodepressi, sono stati trattati principalmente nei reparti di Pneumologia, Malattie Infettive e Geriatria. Il rischio per questi pazienti rimane alto, con la possibilità di sviluppare polmoniti gravi e potenzialmente letali.

Infine, Micheletto consiglia vivamente di sottoporsi al richiamo vaccinale in autunno, sia per l’influenza che per il Covid-19, soprattutto per le persone anziane. La protezione dei soggetti più fragili deve rimanere una priorità, conclude lo specialista.

Redazione

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