Come l’Italia si sta reinventando nel mercato della carne: i dati che nessuno ha raccontato

L'industria bovina italiana al centro di una rivoluzione: i numeri, le sfide e le soluzioni innovative per un futuro sostenibile

bandiera coldiretti

Nel panorama europeo, l’Italia si colloca al terzo posto nell’allevamento di bovini da carne, rappresentando il 10,7% del mercato, dietro alla Francia (20,8%) e alla Germania (15,4%). Questo dato ha avviato un’importante riflessione tra gli esperti intervenuti all’incontro organizzato da Coldiretti il 28 agosto nella Sala Civica di Roverchiara, durante la Festa della Costata. Tra i partecipanti, spiccano il presidente provinciale Alex Vantini, il presidente locale Michele Bonfante, il referente economico di Coldiretti Veneto Pier Andrea Odorizzi, il dirigente dell’Ulss 9 di Verona Fabrizio Cestaro, il presidente di Aop Italia Zootecnia Alessandro De Rocco e il vice presidente di Coldiretti Verona Giacomo Beltrame.

Tra i temi chiave emersi durante l’incontro, spicca l’andamento della produzione di carne in Italia, che tra il 2022 e il 2024 ha mostrato un significativo recupero, passando da una contrazione del -9,2% a un incremento del +5,2%. Tuttavia, il numero di allevamenti da carne ha subito una drastica riduzione, passando da 100.109 nel 2019 a 84.682 nel 2023, con un calo del -15,4%. Anche il numero di capi destinati alla macellazione è diminuito, da 3.010.000 a 2.906.000, registrando una flessione del -3,4%.

Il Veneto, regione leader nella produzione di carne, contribuisce con il 30% della carne italiana, e la provincia di Verona, in particolare, rappresenta il 30% dei capi macellati nella regione, con 233mila vitelli sui 766mila totali nel 2022, secondo i dati di Veneto Agricoltura. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide significative, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento di vitelli dall’estero, una pratica che copre il 53,3% del totale dei bovini nelle stalle venete. I rapporti tesi con i principali paesi esportatori, come la Francia, hanno portato a una riduzione dell’import del -11,7% nel terzo trimestre del 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alex Vantini, presidente di Coldiretti Veneto, ha sottolineato l’importanza di trovare alternative agli approvvigionamenti esteri. “Abbiamo proposto al Governatore Zaia delle soluzioni concrete, ma è essenziale il supporto della Regione per finanziare iniziative come la creazione di linee vacca-vitello nelle nostre montagne, una strategia già adottata con successo in Toscana e in Emilia Romagna. L’obiettivo è produrre carne 100% made in Italy“.

Durante l’evento, Vantini ha ringraziato le amministrazioni locali per il loro sostegno al settore zootecnico, evidenziando l’importanza del dialogo tra le istituzioni e la cittadinanza. Ha anche affrontato le critiche mosse al settore riguardo all’impatto ambientale, sottolineando come gli allevatori siano in prima linea nella promozione della sostenibilità e del benessere animale, adottando pratiche costose per le quali spesso non ricevono adeguato riconoscimento economico.

I dati parlano chiaro: tra il 2000 e il 2020, l’Italia ha ridotto l’uso di concimi chimici del 32% (fonte Istat e Federchimica), mentre l’uso di fitofarmaci è diminuito del 56% tra il 1990 e il 2022 (fonte Eurostat). Anche l’uso di antibiotici veterinari ha visto un calo del 57% tra il 2011 e il 2022 (fonte Esvac), e i consumi di gasolio agricolo sono scesi del 12% dal 2000 al 2022 (fonte MASE).

“Non dobbiamo dimenticare” ha concluso Vantini, “il ruolo cruciale degli agricoltori come custodi del territorio, impegnati a proteggere l’ambiente e il benessere animale. È fondamentale contrastare le ideologie fuorvianti e le fake news che distorcono la realtà, spesso alimentate dai media nazionali”.

Redazione

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